MARCO SALVO

Lezione gratuita · 2 di 20

Quali categorie attaccare per prime: analisi di mercato e competitor

Imparare a scegliere su quali categorie di prodotto investire per prime, con un metodo a 4 criteri invece che a istinto

Livello: base
A chi è rivolta: Founder e manager di ecommerce che gestiscono (o vorrebbero gestire) la SEO in autonomia
Obiettivo della lezione: Imparare a scegliere su quali categorie di prodotto investire per prime, con un metodo a 4 criteri invece che a istinto

Quali categorie attaccare per prime: analisi di mercato e competitor

Nella lezione scorsa hai fatto la diagnosi dei 3 pilastri. Ora la domanda è un'altra: da dove parti davvero? Hai magari 40, 150, 500 categorie a catalogo — non puoi ottimizzarle tutte insieme, e se ci provi, non ne farai bene nessuna.

La categoria giusta da attaccare per prima non è quella che ti piace di più. È quella dove il rapporto tra sforzo e risultato è più favorevole. Per capirlo, servono quattro criteri — non uno solo, altrimenti ti sposti solo il problema.

Passi pratici

  1. Volume di ricerca reale: quante persone cercano davvero questa categoria? Non supporlo, controllalo con Google Keyword Planner o Search Console.
  2. Competitività della SERP: chi occupa oggi la prima pagina — marketplace enormi e grandi brand, o piccole aziende come te?
  3. Margine per vendita: una categoria con tanto traffico ma margini risicati può valere meno di una nicchia con meno ricerche ma alto margine.
  4. Coerenza con l'assortimento reale: hai davvero abbastanza SKU e stock stabile in quella categoria, o rischi di promettere in SEO quello che il magazzino non regge?

Il secondo criterio — la competitività della SERP — è quello che quasi nessuno controlla prima di partire, ed è anche il più veloce da verificare. Prova questo: apri Google in incognito, cerca il nome generico della tua categoria principale ("scarpe running uomo", non il tuo brand), e guarda chi occupa la prima pagina. Se sono tutti marketplace enormi e grandi catene, quella è una battaglia lunga — non è detto che vada evitata, ma di sicuro non è la prima da combattere. Se invece vedi mescolate PMI, blog di settore e qualche big brand, hai davanti un'opportunità reale di scalare in tempi ragionevoli. Per applicare lo stesso metodo al tuo mercato, confronta dati di ricerca, margini e competitor sulle categorie che possono davvero crescere.

Questo non vuol dire ignorare per sempre le altre categorie: vuol dire non partire da lì. Le categorie a basso volume o alta competitività restano nel piano, ma dopo — quando i primi risultati ti hanno già dato margine di manovra (anche economico) per investirci sopra.

Un ultimo avvertimento: questo esercizio va rifatto periodicamente, non una volta sola. Le SERP cambiano, i competitor si muovono, e una categoria che oggi è "battaglia persa" può aprirsi tra sei mesi se un grande player esce dal mercato o smette di investirci. La matrice priorità/competitività non è una fotografia definitiva, è uno strumento che rivedi ogni trimestre.

Nella prossima lezione entriamo nel dettaglio: una volta scelte le categorie su cui giocarti il primo colpo, come si fa la keyword research vera e propria — quella che ti dice cosa scrivere, non solo dove concentrarti.