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User generated content: raccogliere e usare i contenuti degli utenti

Cos'è lo user generated content, perché funziona meglio di molti contenuti prodotti internamente, e come raccoglierlo e riutilizzarlo in modo corretto — chiude il modulo su community e reputazione.

Modulo
Modulo 3 — Community e reputazione
Durata lettura
7 min

Chiudiamo il modulo su community e reputazione con un tema che spesso emerge proprio dal monitoraggio della web reputation visto nella lezione precedente: i contenuti che le persone creano spontaneamente su un brand, senza che nessuno glielo abbia chiesto.

## In breve

Lo user generated content (UGC) è qualsiasi contenuto, foto, video, recensione, post, creato spontaneamente da un utente o cliente, non dal brand stesso. Tende a generare più fiducia dei contenuti prodotti internamente, perché percepito come più autentico. Raccoglierlo e riutilizzarlo, sempre con il permesso di chi lo ha creato, è una delle fonti di contenuto più sottovalutate da chi gestisce i social di un brand.

## Perché funziona meglio di molti contenuti prodotti internamente

Un contenuto creato da un brand parla sempre, almeno in parte, a favore di se stesso, anche quando è ben fatto, chi lo guarda lo sa. Un contenuto creato spontaneamente da un cliente reale non ha questo bias percepito: mostra un'esperienza vissuta, non una promessa. Per questo motivo, un UGC pertinente e ben scelto genera spesso più fiducia e più interazione di un contenuto equivalente prodotto internamente, a fronte di un costo di produzione pari a zero.

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Come trovarlo

Gran parte dello UGC emerge naturalmente dal monitoraggio già visto nella lezione precedente: tag, menzioni, hashtag legati al brand. Vale la pena anche incoraggiarlo attivamente, per esempio con un hashtag dedicato e riconoscibile, o chiedendo esplicitamente ai clienti soddisfatti di condividere la propria esperienza, molte persone sono felici di farlo, semplicemente non ci pensano finché non viene chiesto.

Il permesso non è opzionale

Prima di ripubblicare un contenuto creato da un'altra persona, anche se pubblico e taggato al brand, è corretto (e in molti casi necessario dal punto di vista legale, tema che approfondiamo nella lezione sulla normativa social) chiedere il permesso esplicito a chi lo ha creato. Un messaggio diretto breve, che chiede il permesso e menziona come e dove verrebbe usato il contenuto, è quasi sempre sufficiente, e la maggior parte delle persone risponde positivamente, soprattutto se il tono è di apprezzamento genuino.

## Esempio lampante

Immagina chi gestisce i social di un piccolo brand di prodotti da forno artigianali.

### INPUT

durante il monitoraggio settimanale delle menzioni, trova diverse foto di clienti che hanno taggato il brand mostrando i propri acquisti, mai finora utilizzate nei contenuti ufficiali.

### ANALISI

confrontando l'engagement storico, nota che i pochi contenuti realizzati con foto di clienti reali, pubblicati in passato per caso, avevano generato più interazione della media dei contenuti prodotti internamente.

### DECISIONE

contatta in privato gli autori delle foto più belle trovate, chiedendo il permesso di ripubblicarle con credito, e introduce un hashtag dedicato per incoraggiare altri clienti a condividere le proprie esperienze in futuro.

### OUTPUT

nei mesi successivi lo UGC diventa una fonte regolare di contenuti, riducendo il carico di produzione interna e mantenendo un livello di interazione più alto della media dei soli contenuti prodotti dal brand.

Come farlo: raccogliere e usare lo UGC

  1. Monitora tag, menzioni e hashtag legati al brand con continuità. È la fonte principale di UGC spontaneo.
  2. Incoraggia attivamente la condivisione, per esempio con un hashtag dedicato o chiedendo esplicitamente ai clienti soddisfatti.
  3. Chiedi sempre il permesso prima di ripubblicare, con un messaggio diretto breve e specifico su come e dove verrebbe usato.
  4. Dai credito a chi ha creato il contenuto originale, sempre, non solo quando richiesto esplicitamente.
  5. Integra lo UGC nel calendario editoriale, non trattarlo come un'eccezione occasionale ma come una categoria di contenuto regolare.

## Errori comuni

### Ripubblicare un contenuto senza chiedere il permesso

Oltre al problema di correttezza verso l'autore, può avere implicazioni legali reali.

Non dare credito a chi ha creato il contenuto originale

Riduce la disponibilità futura delle persone a condividere e farsi ripubblicare.

Ignorare lo UGC disponibile e continuare a produrre tutto internamente

Rinuncia a una fonte di contenuti spesso più efficace e a costo zero.

## In sintesi

Lo user generated content genera spesso più fiducia dei contenuti prodotti internamente, perché percepito come autentico e non autopromozionale. Va cercato attivamente attraverso il monitoraggio delle menzioni, incoraggiato con strumenti come un hashtag dedicato, e sempre riutilizzato solo dopo aver chiesto il permesso a chi lo ha creato.

## Cosa imparare dopo

Con community e reputazione coperte, il prossimo modulo entra nella crescita: si parte da come crescere sui social senza budget pubblicitario.

### Fonti

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Questo corso è stato realizzato con l'ausilio di AI generativa e successivamente revisionato e validato da Marco Salvo, sulla base dell'esperienza diretta su progetti reali. I contenuti vengono modificati e aggiornati nel tempo per restare allineati all'evoluzione di Google, degli AI Overview e degli assistenti conversazionali.

L'autore
Marco Salvo — consulente SEO, GEO, AEO

Marco Salvo

Consulente SEO · GEO · AEO

Curo personalmente i corsi gratuiti di questo sito. Le lezioni nascono con l'ausilio di AI generativa e vengono poi revisionate e validate da me sulla base del lavoro quotidiano su ecommerce e professionisti. Vengono aggiornate nel tempo, perché SEO e AI Visibility cambiano in fretta.