MARCO SALVO

Lezione gratuita · 12 di 22

Monitorare la web reputation di un brand sui social

Come impostare un monitoraggio continuativo di ciò che si dice di un brand sui social, per accorgersi di un problema mentre è ancora piccolo, prima che diventi una crisi vera.

Nella lezione precedente sulla crisi social abbiamo visto come reagire quando una crisi è già in corso. Questa lezione guarda al lavoro che viene prima: monitorare con continuità ciò che si dice di un brand sui social, per accorgersi di un problema mentre è ancora piccolo.

In breve

Il monitoraggio della web reputation consiste nel tenere traccia sistematica di menzioni, tag e conversazioni che riguardano un brand sui social, anche quando non arrivano direttamente sui suoi profili ufficiali. Molte conversazioni rilevanti avvengono altrove — in gruppi, commenti sotto contenuti di terzi, menzioni senza tag diretto — e un social media manager che guarda solo le notifiche dei propri profili ne perde una parte significativa.

Cosa tracciare, oltre alle notifiche dirette

Le notifiche dirette (commenti, tag, messaggi) sono solo una parte della conversazione. Vale la pena monitorare anche il nome del brand citato senza tag esplicito, varianti comuni del nome (abbreviazioni, errori di battitura frequenti), nomi di prodotti specifici, e in alcuni contesti anche il nome di figure pubbliche associate al brand (fondatori, portavoce). Alcuni strumenti di social listening automatizzano questo tipo di ricerca su più piattaforme contemporaneamente; per realtà più piccole, anche una ricerca manuale periodica del nome del brand su ogni piattaforma rilevante è un punto di partenza valido.

Il valore di accorgersi presto

Un problema segnalato da una manciata di persone, individuato in fase iniziale, è quasi sempre più semplice da gestire di uno stesso problema diventato virale giorni dopo. Il monitoraggio continuativo non serve solo a prevenire crisi: aiuta anche a raccogliere segnali utili per migliorare prodotto o servizio, individuare ambassador spontanei del brand da coinvolgere in modo più strutturato (tema che riprendiamo nella lezione sugli UGC), e capire come il brand viene percepito realmente, non solo come si vorrebbe fosse percepito.

Esempio lampante

Immagina chi cura i social di un'app di food delivery locale, con un monitoraggio limitato alle sole notifiche dirette sui propri profili.

INPUT: per settimane non nota nulla di anomalo guardando solo i propri profili, ma le vendite in una specifica zona iniziano a calare senza una spiegazione evidente.

ANALISI: avviando una ricerca manuale del nome dell'app sui social, senza filtrare solo i tag diretti, trova diversi post e commenti in un gruppo Facebook locale che segnalano ritardi ripetuti di consegna in quella zona specifica — conversazioni mai arrivate ai profili ufficiali dell'app.

DECISIONE: oltre a segnalare il problema operativo internamente, decide di introdurre un controllo settimanale del nome del brand su più piattaforme, non limitato alle sole notifiche dirette, integrandolo nel proprio flusso di lavoro regolare.

OUTPUT: il problema di consegna viene affrontato prima che generi un calo più ampio di fiducia, e il monitoraggio più ampio diventa una pratica stabile, non un'eccezione fatta una volta.

Come farlo: impostare un monitoraggio continuativo

  1. Non limitarti alle notifiche dirette sui tuoi profili. Cerca periodicamente il nome del brand, varianti comuni e nomi di prodotto su più piattaforme.
  2. Stabilisci una cadenza regolare di controllo, non solo quando sospetti già un problema.
  3. Usa strumenti di social listening se il volume lo giustifica, altrimenti una ricerca manuale periodica è un buon punto di partenza.
  4. Distingui i segnali isolati dai pattern ricorrenti. Un singolo commento negativo è diverso da più persone che segnalano lo stesso problema in modo indipendente.
  5. Collega il monitoraggio a un'azione concreta, non limitarti a osservare: segnala internamente i problemi ricorrenti, coinvolgi chi può risolverli.

Errori comuni

Guardare solo le notifiche dirette sui propri profili. Perde gran parte delle conversazioni rilevanti che avvengono altrove.

Monitorare solo dopo che un problema è già evidente. Il valore del monitoraggio sta proprio nell'accorgersi presto, prima che diventi visibile a tutti.

Raccogliere segnali senza mai agire su di essi. Il monitoraggio serve a poco se non si traduce in un'azione concreta quando emerge un pattern.

In sintesi

Monitorare la web reputation di un brand significa tracciare con continuità menzioni, varianti del nome e conversazioni rilevanti anche fuori dai propri profili ufficiali, non solo le notifiche dirette. Accorgersi presto di un problema, mentre è ancora piccolo, è quasi sempre più semplice che gestirlo dopo che è diventato visibile a molti.

Cosa imparare dopo

Chiudiamo il modulo con come raccogliere e usare gli UGC — spesso la fonte più preziosa di segnali positivi trovata proprio grazie al monitoraggio.

Fonti: