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Obiettivi e KPI: uno per piattaforma, non uno per tutte

Perché usare lo stesso obiettivo e lo stesso KPI su tutte le piattaforme è un errore, e come impostare metriche specifiche coerenti con il ruolo che ogni piattaforma gioca nel percorso del cliente.

Modulo
Modulo 1 — Il ruolo
Durata lettura
8 min

Chiudiamo il modulo sul ruolo con un tema che anticipa il modulo finale del corso, dedicato alla misurazione: come impostare, fin dall'inizio, obiettivi e KPI diversi per ogni piattaforma scelta nella lezione precedente sulle piattaforme.

## In breve

Usare lo stesso obiettivo (tipicamente "crescere i follower") e lo stesso KPI su tutte le piattaforme è uno degli errori più diffusi tra chi inizia. Ogni piattaforma gioca un ruolo diverso nel percorso di un potenziale cliente: alcune servono a farsi scoprire, altre a costruire fiducia, altre ancora a generare contatti diretti. L'obiettivo e il KPI devono riflettere quel ruolo specifico.

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Perché "più follower" non è quasi mai l'obiettivo giusto

I follower sono una metrica visibile e facile da misurare, il che la rende attraente come obiettivo di default. Ma un numero di follower alto non garantisce nulla se quelle persone non interagiscono, non tornano, o non fanno mai un passo verso il diventare clienti. Nella maggior parte dei contesti di business, l'obiettivo reale è più a valle: notorietà qualificata, fiducia, contatti, vendite, e ogni piattaforma contribuisce a questi obiettivi in modo diverso.

Come assegnare un obiettivo a ogni piattaforma

Un modo pratico è chiedersi, per ogni piattaforma scelta, quale fase del percorso del cliente serve meglio. Instagram e TikTok, per molti brand, funzionano bene nella fase di scoperta: il KPI più sensato lì è spesso la copertura o l'engagement su contenuti nuovi, non il numero di follower in sé. LinkedIn, per un pubblico B2B, funziona spesso meglio nella fase di costruzione della fiducia: il KPI utile può essere la qualità delle interazioni (commenti da persone del settore, non genericamente "mi piace") o le richieste di contatto dirette. Un canale con messaggistica attiva (DM, WhatsApp Business collegato) può avere come KPI il numero di conversazioni avviate, un indicatore molto più vicino al risultato di business.

Il collegamento con la misurazione futura

Impostare obiettivi e KPI chiari fin dall'inizio rende molto più semplice, nei mesi successivi, distinguere le vanity metrics dai KPI reali, un tema che approfondiamo nel modulo finale del corso dedicato alla misurazione. Chi parte senza obiettivi specifici per piattaforma si ritrova spesso, dopo mesi di lavoro, senza un modo chiaro per dire se quel lavoro ha funzionato.

## Esempio lampante

Immagina chi gestisce i social di un centro di formazione professionale, presente su Instagram e LinkedIn.

### INPUT

il centro misura il successo social con un solo indicatore, il numero totale di follower sommato tra le due piattaforme, e da mesi lo riporta ogni mese senza altre analisi.

### ANALISI

guardando più a fondo, emerge che Instagram porta soprattutto notorietà tra i futuri studenti (pubblico giovane, in fase di scoperta), mentre LinkedIn porta contatti diretti da aziende interessate a corsi di formazione per i propri dipendenti (pubblico già in fase decisionale), due ruoli completamente diversi, appiattiti dallo stesso indicatore.

### DECISIONE

propone di separare gli obiettivi: per Instagram, copertura e salvataggi dei contenuti come proxy della notorietà generata; per LinkedIn, numero di messaggi diretti ricevuti da aziende come proxy dei contatti commerciali.

### OUTPUT

dal mese successivo il report mensile mostra due storie diverse e più utili di un unico numero di follower, e il centro capisce che LinkedIn, pur con meno follower, genera più valore commerciale diretto.

Come farlo: impostare obiettivi per piattaforma

  1. Per ogni piattaforma scelta, chiediti quale fase del percorso del cliente serve meglio. Scoperta, fiducia, contatto diretto sono fasi diverse con KPI diversi.
  2. Scegli un KPI primario per piattaforma, non uno generico per tutte. Copertura, engagement qualificato, conversazioni avviate sono esempi diversi per ruoli diversi.
  3. Evita di usare i follower come unico indicatore di successo. Utile come contesto, raramente come obiettivo primario.
  4. Scrivi l'obiettivo di ogni piattaforma in una frase misurabile, prima di iniziare a pubblicare con continuità.
  5. Rivedi gli obiettivi ogni trimestre, non solo la prima volta: il ruolo di una piattaforma nel percorso del cliente può cambiare nel tempo.

## Errori comuni

### Usare lo stesso KPI su tutte le piattaforme

Ignora che ogni piattaforma gioca un ruolo diverso nel percorso del cliente, come visto sopra.

Puntare solo sui follower come metro di successo

Un numero alto senza interazione o conversione qualificata dice poco sul valore reale generato.

Non avere nessun obiettivo scritto prima di iniziare a pubblicare

Rende impossibile, mesi dopo, giudicare se il lavoro ha funzionato, problema che riprendiamo nel modulo sulla misurazione.

## In sintesi

Ogni piattaforma gioca un ruolo diverso nel percorso del cliente, scoperta, fiducia, contatto diretto, e merita un obiettivo e un KPI specifici, non lo stesso metro di giudizio usato ovunque. Impostare questo fin dall'inizio rende molto più semplice, più avanti, distinguere i risultati reali dalle vanity metrics.

## Cosa imparare dopo

Chiuso il modulo sul ruolo, entriamo nella parte operativa: la prossima lezione affronta come costruire un calendario editoriale social che tenga insieme tutte le piattaforme scelte.

### Fonti

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Il calendario editoriale social: come costruirlo

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Trasparenza editoriale

Questo corso è stato realizzato con l'ausilio di AI generativa e successivamente revisionato e validato da Marco Salvo, sulla base dell'esperienza diretta su progetti reali. I contenuti vengono modificati e aggiornati nel tempo per restare allineati all'evoluzione di Google, degli AI Overview e degli assistenti conversazionali.

L'autore
Marco Salvo — consulente SEO, GEO, AEO

Marco Salvo

Consulente SEO · GEO · AEO

Curo personalmente i corsi gratuiti di questo sito. Le lezioni nascono con l'ausilio di AI generativa e vengono poi revisionate e validate da me sulla base del lavoro quotidiano su ecommerce e professionisti. Vengono aggiornate nel tempo, perché SEO e AI Visibility cambiano in fretta.