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Su quali piattaforme essere presenti: come scegliere

Come decidere su quali piattaforme social investire davvero, invece di essere presenti ovunque con poco impegno: criteri pratici legati a pubblico, formato e risorse disponibili.

Modulo
Modulo 1 — Il ruolo
Durata lettura
8 min

Nella lezione precedente sul ruolo dell'SMM abbiamo visto che "essere presenti ovunque" non è una strategia. Questa lezione affronta la prima decisione pratica: su quali piattaforme vale davvero la pena investire tempo ed energie.

## In breve

La scelta delle piattaforme non dipende da quali sono più popolari in assoluto, ma dall'incrocio tra dove si trova davvero il pubblico target, quale formato di contenuto il brand può sostenere con continuità, e quante risorse (tempo, budget, competenze) sono disponibili. Meglio presidiare bene due piattaforme che essere presenti male su cinque.

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Il criterio del pubblico, non della popolarità

Il primo errore è scegliere una piattaforma perché "tutti ci sono" invece di verificare se il pubblico specifico di quel brand ci sia davvero, e in che modo la usa. Un pubblico B2B che cerca fornitori si comporta diversamente su LinkedIn rispetto a un pubblico consumer che scopre prodotti su Instagram o TikTok, non è solo una questione di età o demografia, ma di intento con cui le persone usano quella piattaforma in quel momento.

Il criterio del formato sostenibile

Ogni piattaforma privilegia formati diversi: video verticale breve, immagini curate, testo lungo, conversazione in tempo reale. Scegliere una piattaforma il cui formato dominante il brand non può sostenere con continuità (per mancanza di competenze, tempo o materiale) porta quasi sempre a un profilo abbandonato dopo poche settimane, un segnale negativo peggiore della semplice assenza.

Il criterio delle risorse reali

Prima di aprire un nuovo profilo, vale la pena chiedersi onestamente quante ore alla settimana si possono dedicare con continuità a quella piattaforma specifica, non in astratto ma nella pratica del contesto in cui si lavora. Due piattaforme curate bene, con una cadenza sostenibile, battono quasi sempre cinque piattaforme aperte e trascurate.

## Esempio lampante

Immagina chi deve impostare la presenza social di uno studio di commercialisti specializzato in startup.

### INPUT

il titolare vorrebbe essere presente su Instagram, TikTok, LinkedIn e Facebook contemporaneamente, "per non perdere nessuno".

### ANALISI

guardando il pubblico reale (fondatori di startup, investitori, altri professionisti) e il tipo di contenuto che lo studio può produrre con continuità (approfondimenti, non contenuti visivi leggeri), emerge che LinkedIn è la piattaforma con il miglior incrocio tra pubblico e formato sostenibile, mentre TikTok richiederebbe un tipo di contenuto e di tono che lo studio non ha le risorse per produrre bene.

### DECISIONE

propone di concentrare l'80% delle energie su LinkedIn, mantenere una presenza minima ma dignitosa su Facebook (dove parte della clientela locale già naviga), e rimandare TikTok a quando (e se) emergerà una risorsa interna capace di produrre quel tipo di contenuto con continuità.

### OUTPUT

dopo tre mesi lo studio ha un profilo LinkedIn attivo e riconoscibile nel proprio settore, invece di quattro profili aperti e aggiornati in modo irregolare.

Come farlo: scegliere le piattaforme giuste

  1. Verifica dove si trova davvero il tuo pubblico target, non genericamente dove sono più persone in assoluto.
  2. Valuta il formato dominante di ogni piattaforma candidata rispetto a cosa puoi produrre con continuità reale.
  3. Conta le ore settimanali disponibili e dividile tra le piattaforme scelte, non genericamente "tra tutte quelle esistenti".
  4. Parti da una o due piattaforme, non da cinque. Aggiungerne una nuova è sempre possibile quando le prime sono solide.
  5. Rivedi la scelta ogni 6-12 mesi. Il comportamento del pubblico e la popolarità delle piattaforme cambiano nel tempo.

## Errori comuni

Aprire un profilo su ogni piattaforma "per sicurezza"

Diluisce le risorse e produce profili tutti mediocri invece di uno o due davvero curati.

Scegliere in base a dove si trova la concorrenza, senza verificare il proprio pubblico. Un competitor può avere risorse o un pubblico diverso dal tuo.

Non rivedere mai la scelta iniziale

Una decisione presa un anno fa può non essere più quella giusta oggi.

## In sintesi

Scegliere le piattaforme giuste significa incrociare dove si trova davvero il pubblico target, quale formato il brand può sostenere con continuità, e quante risorse reali sono disponibili, non inseguire la popolarità generale di una piattaforma. Meglio presidiare bene poche piattaforme che essere presenti male su molte.

## Cosa imparare dopo

Nella prossima lezione vediamo come impostare obiettivi e KPI specifici per ogni piattaforma scelta, invece di usare lo stesso metro di giudizio ovunque.

### Fonti

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Obiettivi e KPI: uno per piattaforma, non uno per tutte

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Trasparenza editoriale

Questo corso è stato realizzato con l'ausilio di AI generativa e successivamente revisionato e validato da Marco Salvo, sulla base dell'esperienza diretta su progetti reali. I contenuti vengono modificati e aggiornati nel tempo per restare allineati all'evoluzione di Google, degli AI Overview e degli assistenti conversazionali.

L'autore
Marco Salvo — consulente SEO, GEO, AEO

Marco Salvo

Consulente SEO · GEO · AEO

Curo personalmente i corsi gratuiti di questo sito. Le lezioni nascono con l'ausilio di AI generativa e vengono poi revisionate e validate da me sulla base del lavoro quotidiano su ecommerce e professionisti. Vengono aggiornate nel tempo, perché SEO e AI Visibility cambiano in fretta.