Nella lezione precedente abbiamo visto come definire obiettivi e pagine da spingere. Il passo successivo è capire dove si trovano davvero le opportunità di link nel tuo settore, e il modo più veloce per scoprirlo non è partire da zero, ma guardare chi sta già linkando i tuoi competitor diretti.
## In breve
Analizzare i backlink dei competitor significa usare un tool di analisi backlink (Ahrefs, Semrush, SEOZoom o simili) per vedere quali domini linkano i loro siti, e trasformare quell'elenco in una lista di prospect da contattare tu stesso. È il modo più veloce per capire quali fonti di settore esistono, sono raggiungibili e già dimostrato che linkano contenuti simili al tuo.
Perché partire dai competitor, non da zero
Costruire una lista di prospect da zero, cercando manualmente blog, testate e forum del tuo settore, funziona, ma è lento e rischia di far perdere di vista chi conta davvero. I tuoi competitor diretti, se hanno un profilo backlink consistente, hanno già fatto parte di questo lavoro per te: ogni dominio che li linka è, quasi per definizione, un dominio interessato al tuo stesso argomento, e con una redazione o un webmaster disposto, almeno una volta, a inserire un link su quel tema.
Non tutti quei domini saranno raggiungibili o disposti a linkare anche te, ma la lista di partenza è enormemente più mirata di una ricerca generica.
Come funziona l'analisi comparativa tra domini
I principali tool di backlink analysis (Ahrefs con il "Link Intersect", Semrush con la "Backlink Gap", SEOZoom con gli strumenti di confronto competitivo tra domini, Majestic con il "Clique Hunter") offrono una funzione simile: inserisci il tuo dominio e quello di uno o più competitor, e il tool mostra quali domini linkano loro ma non te, il cosiddetto "gap" di backlink.
Questo tipo di confronto è utile per due motivi. Primo, individua rapidamente le fonti più promettenti: se un dominio linka tre o quattro tuoi competitor contemporaneamente, è quasi certamente un sito editoriale attivo nel tuo settore, non un caso isolato. Secondo, aiuta a scoprire pattern ricorrenti, directory di settore, associazioni di categoria, testate verticali, che magari non avresti trovato cercando manualmente.
## Cosa guardare oltre alla lista grezza
Una lista di domini che linkano i competitor non è ancora una lista di prospect pronta: va filtrata con gli stessi criteri visti nella lezione sulle metriche di autorevolezza. In più, conviene guardare come linkano il competitor: un link dentro una recensione approfondita del prodotto è un'opportunità diversa da un link in una directory generica di aziende, la prima richiede un asset comparabile, la seconda è spesso più semplice da replicare.
Vale anche la pena distinguere link che i competitor hanno ottenuto naturalmente (un articolo che li cita come esempio) da link che hanno probabilmente pagato o negoziato (guest post, directory a pagamento): i primi indicano un'opportunità editoriale reale, i secondi richiedono un approccio commerciale diretto, non un semplice contatto editoriale.
## Esempio lampante
Immagina chi si occupa di link building per un ecommerce di prodotti per il giardinaggio, alle prese con tre competitor diretti ben posizionati.
### INPUT
deve costruire una prima lista di prospect da contattare, ma non sa da dove iniziare in un settore che non conosce a fondo.
### ANALISI
usando un tool di confronto tra domini, incrocia il proprio sito con quello dei tre competitor e ottiene un elenco di 60 domini che linkano almeno uno di loro. Filtrando per pertinenza e traffico reale, ne restano circa 20, tra questi, nota che cinque blog di giardinaggio linkano tutti e tre i competitor nello stesso tipo di contenuto: guide stagionali su cosa piantare.
### DECISIONE
invece di contattare genericamente i 20 domini con lo stesso messaggio, decide di creare per primo un asset, una guida stagionale più completa e aggiornata di quelle già linkate dai competitor, pensata apposta per quei cinque blog che hanno già dimostrato di linkare contenuti di quel tipo.
### OUTPUT
la lista di 20 domini, invece di essere un elenco generico da contattare a freddo, diventa una mappa di priorità: prima i cinque con pattern chiaro e asset pronto, poi gli altri con un approccio più personalizzato, un lavoro di settimane invece che di mesi a tentativi.
Come farlo: dall'analisi competitor alla lista di prospect
- Identifica 2-3 competitor diretti con un buon posizionamento. Non i più grandi in assoluto, ma quelli davvero comparabili per settore e dimensione.
- Usa un tool di confronto tra domini per trovare il gap di backlink. Ahrefs, Semrush e SEOZoom offrono tutti una funzione di questo tipo, con nomi diversi.
- Filtra per pertinenza e traffico reale. Scarta subito directory generiche, domini senza traffico, fonti palesemente fuori tema.
- Osserva i pattern ricorrenti. Domini che linkano più competitor contemporaneamente, nello stesso tipo di contenuto, sono le priorità più alte.
- Distingui link editoriali da link probabilmente negoziati. Cambia l'approccio con cui li contatterai, lo vedremo nel modulo dedicato all'outreach.
## Errori comuni
Copiare i backlink dei competitor senza contesto
Sapere che un dominio linka un competitor non basta: serve capire perché lo ha fatto, per proporre qualcosa di altrettanto valido o migliore.
### Fermarsi al primo competitor analizzato
Incrociare più competitor insieme fa emergere pattern che un'analisi singola non mostra.
Confondere directory a pagamento con opportunità editoriali reali
Trattarle allo stesso modo porta a proposte di outreach sbagliate, che vedremo nel dettaglio più avanti nel corso.
## In sintesi
Analizzare i backlink dei competitor con un tool di confronto tra domini è il modo più veloce per costruire una prima lista di prospect mirata: individua fonti già dimostrato che linkano contenuti simili al tuo, ed emergono pattern ricorrenti, domini che linkano più competitor nello stesso tipo di contenuto, che meritano priorità. La lista grezza va poi filtrata per pertinenza, traffico reale e tipo di link ottenuto.
## Cosa imparare dopo
Nella prossima lezione vediamo come valutare un prospect uno per uno, per capire quando un link vale davvero la richiesta e quando invece è tempo perso.
### Fonti
Continua con la prossima lezione
Valutare un prospect: quando un link vale la richiesta e quando è tempo perso
Questo corso è stato realizzato con l'ausilio di AI generativa e successivamente revisionato e validato da Marco Salvo, sulla base dell'esperienza diretta su progetti reali. I contenuti vengono modificati e aggiornati nel tempo per restare allineati all'evoluzione di Google, degli AI Overview e degli assistenti conversazionali.
