MARCO SALVO

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Audit post migrazione

Hai cambiato sito, CMS o dominio? Verifica cosa si è perso nel passaggio e quali correzioni assegnare al team, con un confronto fra vecchio e nuovo sito.

Investimento da €1.200 per audit, secondo il perimetro
Parliamo del tuo sito

Il nuovo sito è online. Ma cosa è successo alle pagine che portavano clienti?

Un restyling può funzionare perfettamente a video e aver perso, nel passaggio, pagine importanti, collegamenti o informazioni utili alla ricerca. L’audit post migrazione mette a confronto il sito precedente con quello attuale per individuare le regressioni e assegnare interventi concreti a chi deve correggerle.

Serve dopo un cambio di CMS, dominio, struttura degli URL, piattaforma e-commerce o template. Puoi richiederlo subito dopo il rilascio: non occorre aspettare che il traffico crolli per controllare le pagine da cui dipende il tuo business.

Quando ti serve questo audit

  • Le pagine che vendevano sono sparite. Categorie, schede prodotto o servizi hanno cambiato indirizzo e non sai se Google e gli utenti arrivano alla destinazione giusta.
  • Il sito è online, ma alcune sezioni non emergono. Vuoi verificare se dal vecchio ambiente di test sono rimasti blocchi o impostazioni incoerenti.
  • Dopo il restyling ricevi meno richieste. Devi distinguere una perdita di visibilità da un problema nei moduli, nel percorso verso il contatto o nella misurazione.
  • La migrazione è stata consegnata senza una verifica SEO. Ti serve un riscontro indipendente, con prove e indicazioni utilizzabili dal team di sviluppo.
  • Stai perdendo collegamenti esterni utili. Le vecchie pagine linkate da altri siti non esistono più o rimandano a contenuti non pertinenti.

Cosa controllo nel passaggio dal vecchio al nuovo sito

Parto dalle pagine che generavano visibilità, contatti, vendite o backlink e verifico la loro destinazione. Controllo corrispondenza degli URL, redirect, risposte del server, canonical, collegamenti interni, sitemap ed eventuali regole che impediscono scansione o indicizzazione. Nei siti multilingua considero anche le relazioni tra versioni linguistiche.

Confronto poi contenuti e struttura delle pagine prioritarie: titoli, testi, categorie, navigazione e accesso alle informazioni. Un URL può rispondere correttamente e aver perso proprio il contenuto che lo rendeva utile. Performance, rendering e dati strutturati entrano nella verifica quando il cambio di piattaforma o template li rende rilevanti.

Incrocio queste evidenze con Search Console e, se disponibile, Analytics, tenendo conto della data di rilascio e della qualità dei tracciamenti. Una flessione dopo la migrazione non dimostra da sola un errore tecnico: cerco elementi verificabili prima di attribuire una causa.

Un esempio di problema che possiamo trovare

Immagina che la vecchia categoria “scarpe da trekking donna” portasse visite e ricevesse link. Nel nuovo e-commerce quell’indirizzo rimanda alla homepage, mentre la categoria equivalente esiste altrove. La segnalazione utile identifica il vecchio URL, la destinazione attuale, quella pertinente e il controllo da eseguire dopo la correzione. È un esempio illustrativo, non un risultato attribuito a un cliente.

Lo stesso ragionamento vale per i backlink persi dopo un restyling: recuperare il percorso verso una risorsa pertinente richiede di capire cosa è cambiato, non di reindirizzare tutto alla homepage.

Cosa ricevi e come puoi usarlo

  • Un confronto documentato fra prima e dopo, con URL coinvolti, evidenze disponibili e limiti dell’analisi.
  • Una lista di interventi ordinata per priorità, distinguendo i problemi verificati dalle ipotesi da approfondire e indicando quali pagine o gruppi di pagine interessano.
  • Indicazioni operative per sviluppatori e responsabili dei contenuti: cosa correggere, su quali elementi e come verificare l’esito.
  • Un piano di controllo successivo, con pagine e indicatori da monitorare. La verifica delle correzioni e l’eventuale affiancamento vengono definiti nel perimetro dell’incarico.

La consegna serve a decidere cosa fare e in quale ordine. L’implementazione sul sito non è automaticamente inclusa nell’audit: concordiamo chi interviene e le eventuali attività aggiuntive prima di iniziare.

Cosa mi serve per partire

Mandami l’URL del sito, la data della migrazione, che cosa è cambiato e i sintomi che osservi. Sono utili l’elenco dei vecchi URL, la mappa dei redirect, i dati precedenti al rilascio e l’accesso concordato a Search Console e Analytics. Se il vecchio sito non è più disponibile, valuto quali confronti si possono ricostruire dai materiali rimasti e chiarisco subito le parti non verificabili.

Audit post migrazione o diagnosi del calo organico?

Questo audit parte da un evento preciso: il passaggio a un nuovo sito o una modifica strutturale già pubblicata. La diagnosi del calo organico è più adatta quando il traffico scende e la causa è ancora da identificare. Se devi ancora andare online, descrivilo nella richiesta: la verifica preventiva va impostata su un perimetro diverso.

Trovi gli altri interventi nella pagina Audit SEO. Prima dell’avvio definiamo estensione del sito, disponibilità dei dati, consegne e tempi. Non prometto il ritorno alle posizioni precedenti entro una data: il risultato dell’audit è una diagnosi documentata e un piano di correzione verificabile.

Riferimento tecnico: documentazione Google sulle migrazioni con modifica degli URL.