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Status code e redirect: 200, 301, 302, 404, 410 spiegati per la SEO

Cosa significano i principali codici di stato HTTP per la SEO, quando usare un redirect 301 invece di uno 302, e quando conviene un 410 invece di un 404.

Modulo
Modulo 6 — Technical SEO
Livello
Operativo
Corso gratuito
Tipo
Lezione
Durata lettura
5 min

Ogni volta che un browser, o Googlebot, richiede una pagina, il server risponde con un codice di stato HTTP: un numero a tre cifre che comunica cosa è successo. La maggior parte delle volte non ci pensiamo nemmeno, perché tutto funziona (200, la pagina esiste ed è mostrata). Ma quando qualcosa cambia, una pagina viene spostata, rimossa, sostituita, la scelta del codice di stato giusto ha conseguenze dirette su come Google gestisce quella pagina nel suo indice.

## In breve

I codici di stato più rilevanti per la SEO sono: 200 (la pagina esiste ed è servita correttamente), 301 (redirect permanente, la pagina si è spostata per sempre), 302 (redirect temporaneo, la pagina tornerà all'indirizzo originale), 404 (pagina non trovata, condizione trattata come potenzialmente temporanea) e 410 (risorsa rimossa permanentemente, un segnale più netto del 404). Usare il codice sbagliato non blocca necessariamente il sito, ma può rallentare o confondere il modo in cui Google aggiorna il proprio indice.

Come funziona

301. Redirect permanente: comunica che una pagina si è spostata definitivamente a un nuovo indirizzo. È il redirect da usare quando consolidi due pagine (come visto nella lezione sul keyword mapping) o quando cambi in modo permanente la struttura degli URL. Google tratta generalmente un 301 come un segnale forte per trasferire il valore della vecchia pagina alla nuova.

302. Redirect temporaneo: comunica che lo spostamento non è definitivo, e che la pagina originale tornerà a essere quella valida. Va usato per redirect davvero temporanei, una pagina in manutenzione, una promozione a tempo, non come sostituto generico del 301.

404. Pagina non trovata: la condizione standard per una pagina che non esiste più o non è mai esistita. Dopo aver ricevuto un 404, Googlebot tende a ripassare sulla pagina per verificarne lo stato prima di considerarla definitivamente rimossa dall'indice.

410. Risorsa rimossa permanentemente: un segnale più esplicito del 404, pensato per comunicare che una risorsa è stata deliberatamente e definitivamente eliminata. Google tende a considerarlo un segnale più immediato di rimozione permanente rispetto al 404, anche se nella pratica entrambi i codici sono accettabili per gestire contenuti eliminati. Il 410 è particolarmente utile quando rimuovi contenuti su larga scala, ad esempio migliaia di pagine prodotto discontinuate, o per rimozioni legate a obblighi legali o di reputazione, dove serve un segnale netto e non ambiguo.

## Perché conta nella SEO

Scegliere il codice sbagliato ha conseguenze concrete. Un 302 usato al posto di un 301 per uno spostamento permanente può ritardare il trasferimento del valore SEO alla nuova pagina, perché comunica a Google che l'operazione potrebbe non essere definitiva. Restituire un 200 per una pagina che in realtà non esiste più, il cosiddetto "soft 404", una pagina di errore che however risponde con codice 200, confonde Google, che può continuare a considerare indicizzabile un contenuto che in realtà non c'è più.

Come farlo

  1. Quando sposti o consolidi una pagina in modo permanente, usa sempre un redirect 301 verso la nuova destinazione.
  2. Riserva il 302 esclusivamente a spostamenti davvero temporanei.
  3. Quando rimuovi un contenuto senza un sostituto diretto, valuta se un 404 è sufficiente o se, per rimozioni su larga scala o particolarmente definitive, un 410 comunica meglio l'intenzione.
  4. Verifica che le pagine di errore restituiscano effettivamente il codice di stato corretto (404 o 410), e non un 200 mascherato da pagina di errore visiva, un errore comune con alcuni CMS mal configurati.
  5. Evita catene di redirect (una pagina che reindirizza a un'altra che a sua volta reindirizza altrove): ogni passaggio aggiunge complessità e può disperdere segnale.

## Errori comuni

Usare un 302 per spostamenti permanenti

È probabilmente l'errore più comune: un redirect "temporaneo" lasciato attivo per anni, che comunica a Google un'incertezza che in realtà non esiste.

Restituire un 200 per pagine che in realtà non esistono più (soft 404)

Impedisce a Google di aggiornare correttamente il proprio indice, lasciando "vive" pagine che dovrebbero essere rimosse.

### Creare catene di redirect

Più passaggi ci sono tra l'URL originale e la destinazione finale, più aumenta la complessità per i crawler e il rischio di perdita di segnale.

Cancellare pagine senza reindirizzarle quando esiste un contenuto equivalente

Come visto nella lezione sul keyword mapping, in questi casi un redirect 301 verso la pagina corretta è quasi sempre la scelta giusta.

Quando non serve preoccuparsene

Per un errore 404 isolato e occasionale, un link esterno rotto che punta a una pagina non più esistente, senza un contenuto equivalente sul sito, non serve necessariamente un intervento urgente: è una condizione normale della vita di un sito web, e Google la gestisce senza problemi. L'attenzione va riservata soprattutto ai redirect di massa dopo migrazioni o redesign, dove un errore sistematico può avere effetti molto più ampi.

## Domande frequenti

Che differenza c'è tra redirect 301 e 302?

Il 301 comunica che uno spostamento è permanente, e tende a trasferire il valore SEO della vecchia pagina alla nuova. Il 302 comunica che lo spostamento è temporaneo, e la pagina originale tornerà a essere quella valida, va riservato a casi realmente temporanei, non usato come alternativa generica al 301.

## In sintesi

I codici di stato HTTP non sono un dettaglio puramente tecnico: comunicano a Google le tue intenzioni su ogni pagina. Un 301 per gli spostamenti permanenti, un 302 solo per quelli realmente temporanei, un 404 o un 410 per i contenuti rimossi, a seconda di quanto vuoi essere esplicito sulla definitività della rimozione. Usare il codice sbagliato non blocca il sito, ma può rallentare o confondere l'aggiornamento dell'indice di Google.

## Cosa imparare dopo

Nella prossima lezione restiamo nell'area dell'indicizzazione, con due strumenti che si usano ogni giorno nella gestione tecnica di un sito: il tag canonical e le direttive noindex e nofollow, per dire esplicitamente a Google cosa indicizzare e cosa no.

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Canonical, noindex e meta robots: come dire a Google cosa indicizzare

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Trasparenza editoriale

Questo corso è stato realizzato con l'ausilio di AI generativa e successivamente revisionato e validato da Marco Salvo, sulla base dell'esperienza diretta su progetti reali. I contenuti vengono modificati e aggiornati nel tempo per restare allineati all'evoluzione di Google, degli AI Overview e degli assistenti conversazionali.

L'autore
Marco Salvo — consulente SEO, GEO, AEO

Marco Salvo

Consulente SEO · GEO · AEO

Curo personalmente i corsi gratuiti di questo sito. Le lezioni nascono con l'ausilio di AI generativa e vengono poi revisionate e validate da me sulla base del lavoro quotidiano su ecommerce e professionisti. Vengono aggiornate nel tempo, perché SEO e AI Visibility cambiano in fretta.