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Canonical, noindex e meta robots: come dire a Google cosa indicizzare

Come funzionano il tag canonical, la direttiva noindex e il meta tag robots, e come combinarli senza creare istruzioni contraddittorie per Google.

Modulo
Modulo 6 — Technical SEO
Livello
Operativo
Corso gratuito
Tipo
Lezione
Durata lettura
5 min

Non tutte le pagine di un sito devono comparire nei risultati di ricerca, e non tutte le pagine simili tra loro devono essere trattate come contenuti distinti. Canonical, noindex e nofollow sono i tre strumenti principali con cui comunichi esplicitamente a Google le tue intenzioni su ciascuna pagina, e, se usati in modo contraddittorio, possono confondere più che aiutare.

## In breve

Il tag canonical indica quale, tra più pagine simili o duplicate, è la versione da considerare come principale. La direttiva noindex impedisce che una pagina venga inclusa nell'indice di ricerca. La direttiva nofollow impedisce a Googlebot di seguire i link presenti in una pagina. Sono strumenti diversi, con effetti diversi, e vanno scelti in base a cosa vuoi ottenere: consolidare pagine simili (canonical), escludere una pagina dai risultati (noindex), oppure limitare la scoperta di link specifici (nofollow).

Come funziona

### Canonical

Quando Google trova più pagine con contenuto identico o molto simile, le raggruppa e sceglie la versione più completa e utile per l'utente come canonica. Puoi indicare esplicitamente quale versione preferisci tramite redirect, tag rel="canonical" o inclusione nella sitemap, in ordine di forza del segnale: il redirect e il tag canonical sono segnali forti, la sitemap è un segnale debole. Specificare un canonical consolida le metriche di una pagina e risparmia tempo di scansione a Google, che può dedicarsi a contenuti nuovi o aggiornati invece che a duplicati già noti.

### Noindex

La direttiva noindex, implementabile sia come meta tag sia come header HTTP, impedisce che una pagina venga inclusa nell'indice di ricerca. Un dettaglio cruciale: Google deve poter scansionare la pagina per vedere questa istruzione, se il noindex è presente ma la pagina è bloccata da robots.txt, Google potrebbe non vedere mai la direttiva, con il rischio che la pagina resti indicizzata comunque, magari senza il suo contenuto reale.

### Nofollow

La direttiva nofollow impedisce a Googlebot di seguire i link contenuti in una pagina. Si può applicare a livello di pagina (nel meta tag robots) o al singolo link. È diverso da noindex: una pagina può essere perfettamente indicizzabile ma avere link che non vuoi che vengano seguiti (ad esempio verso contenuti generati dagli utenti, non verificati).

### Combinare le direttive

Le direttive possono essere combinate: noindex, nofollow dice a Google di non indicizzare la pagina e di non seguire i suoi link. Ma alcune combinazioni sono contraddittorie o inutili, specificare un canonical verso un'altra pagina e contemporaneamente applicare noindex alla pagina canonica scelta, per esempio, manda un segnale confuso su quale sia davvero la versione da mantenere.

## Perché conta nella SEO

Usare questi strumenti in modo impreciso, o lasciarli alle impostazioni predefinite di un CMS senza controllarle, è una delle cause più comuni di problemi di indicizzazione che nessuno nota finché il traffico non cala. Un noindex dimenticato su un template, un canonical che punta per errore a una pagina sbagliata, un robots.txt che blocca l'accesso a pagine che dovrebbero invece essere indicizzate: sono tutti errori silenziosi, perché il sito continua a funzionare normalmente per chi lo naviga.

Come farlo

  1. Usa il canonical quando hai più versioni molto simili di un contenuto (varianti con parametri URL, versioni stampabili, filtri) e vuoi che Google le tratti come un'unica pagina.
  2. Usa noindex per le pagine che non vuoi che compaiano nei risultati di ricerca, pagine di ringraziamento, aree amministrative, contenuti duplicati che non vuoi consolidare ma nemmeno mostrare.
  3. Verifica sempre che le pagine con noindex non siano anche bloccate da robots.txt: altrimenti Google potrebbe non vedere mai la direttiva.
  4. Non usare robots.txt come metodo di canonicalizzazione: bloccare una pagina dalla scansione non garantisce che venga esclusa dall'indice, se Google l'ha già scoperta da altre fonti.
  5. Controlla periodicamente, con un crawler o con Search Console, che canonical e noindex del sito puntino davvero dove pensi puntino: sono impostazioni facili da sbagliare silenziosamente, specialmente nei template condivisi da molte pagine.

## Errori comuni

Bloccare con robots.txt una pagina che ha anche un noindex

Google non riesce a vedere la direttiva noindex se non può scansionare la pagina, e il risultato può essere l'opposto di quello voluto.

Applicare un noindex a livello di template per errore

Come visto nell'esempio della lezione sulla technical SEO, un errore di configurazione applicato a un template condiviso può azzerare l'indicizzazione di centinaia di pagine in un colpo solo.

Usare canonical verso una pagina che restituisce noindex

Segnale contraddittorio: stai dicendo a Google che quella è la versione da preferire, ma anche che non deve essere indicizzata.

Dimenticare che canonical è un suggerimento, non un comando assoluto

Google generalmente rispetta il canonical dichiarato, ma può scegliere una versione diversa se ritiene che risponda meglio agli utenti.

Quando non serve intervenire

Per un sito piccolo, senza varianti URL, parametri o contenuti duplicati strutturali, questi strumenti possono richiedere configurazioni minime: un canonical auto-referenziale su ogni pagina (best practice comune) è spesso sufficiente, senza bisogno di una gestione complessa.

## Domande frequenti

Canonical e noindex insieme, cosa succede?

Se applichi canonical verso un'altra pagina e contemporaneamente noindex alla pagina di destinazione, mandi a Google un segnale contraddittorio: quale versione vuoi davvero che venga indicizzata? È una combinazione da evitare: se una pagina deve restare fuori dai risultati, usa noindex su di essa direttamente, senza indicare canonical verso versioni a loro volta escluse.

## In sintesi

Canonical, noindex e nofollow sono strumenti precisi con effetti diversi: il canonical consolida versioni simili di un contenuto, il noindex esclude una pagina dai risultati, il nofollow limita quali link vengono seguiti. Usarli con precisione, e verificare che non si contraddicano a vicenda o con le regole del robots.txt, evita alcuni dei problemi di indicizzazione più comuni e più difficili da notare senza un controllo sistematico.

## Cosa imparare dopo

Canonical e noindex sono gli strumenti che usi per gestire i duplicati; la prossima lezione affronta il problema a monte: come riconoscere quando un sito ha davvero un problema di contenuti duplicati o troppo sottili, e come deciderne la soluzione più adatta.

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Trasparenza editoriale

Questo corso è stato realizzato con l'ausilio di AI generativa e successivamente revisionato e validato da Marco Salvo, sulla base dell'esperienza diretta su progetti reali. I contenuti vengono modificati e aggiornati nel tempo per restare allineati all'evoluzione di Google, degli AI Overview e degli assistenti conversazionali.

L'autore
Marco Salvo — consulente SEO, GEO, AEO

Marco Salvo

Consulente SEO · GEO · AEO

Curo personalmente i corsi gratuiti di questo sito. Le lezioni nascono con l'ausilio di AI generativa e vengono poi revisionate e validate da me sulla base del lavoro quotidiano su ecommerce e professionisti. Vengono aggiornate nel tempo, perché SEO e AI Visibility cambiano in fretta.