Corso SEO [Gratuito] da zero a esperto in 72 lezioni
05Lezione 5 di 72

Keyword research: come trovare le query giuste (guida completa)

Come trovare le keyword giuste per il tuo sito: head keyword e long tail, le fonti gratuite e a pagamento, l'analisi dei competitor e come evitare la trappola del solo volume di ricerca.

Modulo
Modulo 3 — Keyword Research
Livello
Operativo
Corso gratuito
Tipo
Lezione
Durata lettura
12 min

Nella lezione precedente abbiamo visto che una query ad alto volume ma con l'intento sbagliato per il tuo business vale meno di una query a basso volume ma perfettamente allineata a ciò che offri. Questo è il primo errore da evitare quando inizi a fare keyword research: trattarla come una caccia al volume più alto, invece che come la ricerca sistematica delle query che il tuo pubblico usa davvero, e che puoi soddisfare meglio dei risultati che oggi occupano quella SERP.

Questa lezione apre il modulo Operativo del corso e ti dà il metodo per costruire una lista di keyword solida: da dove vengono, come trovarle, quali strumenti usare e quali errori evitare prima di passare, nelle prossime due lezioni, a organizzarle in cluster e mapparle sulle pagine del sito.

## In breve

La keyword research è il processo con cui scopri quali query usa il tuo pubblico, con quale frequenza approssimativa e con quale intento. Le fonti principali sono due tipi: dati diretti di Google, gratuiti (Google Suggest, ricerche correlate, People Also Ask, Search Console) e strumenti dedicati, sia ufficiali (Google Keyword Planner) sia di terze parti (SEOZoom, Ahrefs, Semrush, AnswerThePublic). A questi si aggiunge l'analisi dei competitor, per scoprire query per cui si posizionano loro e tu no. L'obiettivo finale non è una lista enorme di parole, ma un insieme filtrato di query verificate per pertinenza e intento, pronto per la fase successiva di organizzazione.

Che cos'è la keyword research

Prima di tutto, tre termini che userai spesso e che vale la pena distinguere.

Query: la ricerca esatta digitata da una persona reale ("sapone naturale per pelle atopica").

Keyword (parola chiave): nell'uso comune, un raggruppamento di query simili per significato, che nella pratica trattiamo come un'unica unità da ottimizzare (le query "sapone naturale pelle atopica" e "sapone per pelle atopica naturale" sono, di fatto, la stessa keyword).

Topic (argomento): un livello più ampio, che raggruppa più keyword collegate sotto un tema comune ("cura della pelle naturale" può comprendere decine di keyword diverse). Ne parliamo nel dettaglio quando affronteremo il clustering, nella prossima lezione.

Un'altra distinzione utile riguarda la lunghezza e la specificità delle query.

Head keyword: termini brevi e generici ("sapone naturale"), con volumi di ricerca alti ma anche competizione molto alta e intento spesso ambiguo o misto.

Long tail (coda lunga): query più lunghe e specifiche ("sapone naturale senza olio di palma per pelle sensibile"), con volume individuale basso ma intento quasi sempre più chiaro, competizione minore, e, sommate tutte insieme, una quota di traffico spesso più consistente di quanto ci si aspetti. Questo riflette quanto visto nella lezione sul search intent: la maggior parte delle query web è unica o quasi, non ripetuta identicamente da migliaia di persone.

Come funziona: dove trovare le keyword

### Google Suggest (l'autocompletamento)

I suggerimenti che compaiono mentre digiti una ricerca riflettono query realmente popolari correlate a quello che stai scrivendo. È probabilmente il modo più veloce e gratuito per scoprire varianti long tail a cui non avevi pensato.

### Ricerche correlate e People Also Ask

In fondo alla pagina dei risultati trovi spesso un blocco di ricerche correlate; nel corpo della SERP, il blocco "Altre domande degli utenti" (People Also Ask, visto nella lezione sulla SERP) mostra domande reali strettamente legate alla query. Entrambi sono utili anche per capire i sotto-intenti che si nascondono dietro una keyword più generica.

### Google Search Console

Se il tuo sito ha già un minimo di storico, il report Prestazioni di Search Console mostra le query reali per cui il tuo sito compare già nei risultati, anche in posizioni basse, insieme a clic, impression, CTR e posizione media. È una fonte di dati reali sul tuo pubblico specifico, non una stima: spesso rivela opportunità (query per cui sei quasi in prima pagina, o compari senza saperlo) che nessuno strumento esterno può darti, perché parla del tuo sito, non di una media di settore.

### Google Keyword Planner

È lo strumento ufficiale di Google, integrato in Google Ads, pensato principalmente per chi fa pubblicità: richiede un account Google Ads e fornisce idee di keyword a partire da un termine, una pagina o una categoria, insieme a volume di ricerca mensile, livello di competizione e stime di costo. È ampiamente usato anche da chi fa SEO, ma vale un avvertimento: senza una spesa pubblicitaria attiva, i volumi possono essere mostrati in intervalli ampi invece che come numero preciso.

### Strumenti SEO dedicati

SEOZoom, Ahrefs, Semrush, AnswerThePublic e strumenti simili offrono stime di volume di ricerca, punteggi di difficoltà (keyword difficulty), domande correlate e la possibilità di analizzare i competitor su larga scala. Sono strumenti a pagamento, con dati stimati, non ufficiali Google, che possono differire sensibilmente da uno strumento all'altro: vanno trattati come un ordine di grandezza utile per confrontare keyword tra loro, non come un numero assoluto.

Analisi dei competitor

Guardare per quali query si posizionano i tuoi competitor diretti, e tu no, è uno dei modi più rapidi per scoprire opportunità a cui non avresti pensato partendo da zero: è il cosiddetto keyword gap. Ne parliamo anche nel modulo Strategico, applicato a un livello più ampio di analisi competitiva.

## Esempio lampante

Un piccolo saponificio artigianale che vende online parte dalla keyword più ovvia: "sapone naturale". È una head keyword: volume alto, ma competizione altissima e intento misto, chi cerca "sapone naturale" potrebbe voler solo informarsi, potrebbe voler comprare, potrebbe cercare una ricetta per farlo in casa.

Analisi: usando Google Suggest e People Also Ask, il team scopre varianti molto più specifiche, "sapone naturale per pelle atopica", "sapone artigianale senza olio di palma", con volumi individuali più bassi ma un intento chiaramente allineato al prodotto reale del saponificio, e una competizione molto minore. Incrociando questi dati con il report Prestazioni di Search Console (il sito esiste già da qualche mese), scoprono di comparire, in posizione bassa e senza averlo mai fatto apposta, per "sapone naturale allergie", una query a cui non avevano mai pensato di ottimizzare deliberatamente.

Decisione: invece di continuare a inseguire "sapone naturale" in generale, il team decide di costruire pagine dedicate alle varianti long tail più allineate al prodotto reale, e di rafforzare deliberatamente il contenuto già esistente che intercetta "sapone naturale allergie".

Output atteso: query più facili da conquistare, più vicine a chi ha davvero intenzione di comprare quel tipo specifico di sapone, invece di competere frontalmente su un termine generico dominato da player molto più grandi.

Come farlo

  1. Parti da 3-5 seed keyword: i termini più generali e ovvi del tuo settore.
  2. Espandi ciascuna con Google Suggest, ricerche correlate e People Also Ask, annotando ogni variante che emerge.
  3. Se il sito ha già dati storici, controlla il report Prestazioni di Search Console per trovare query per cui compari già, anche debolmente: sono spesso le opportunità più veloci da consolidare.
  4. Usa uno strumento SEO dedicato per stimare volumi e competizione delle varianti raccolte, e per scoprire ulteriori suggerimenti che i canali gratuiti non hanno mostrato.
  5. Analizza 2-3 competitor diretti per individuare un keyword gap: query per cui loro si posizionano e tu no.
  6. Filtra la lista risultante per pertinenza reale con il tuo business: non tutte le keyword trovate meritano di diventare una pagina.
  7. Passa il risultato alla fase successiva, classificazione per intento, già vista, e clustering, nella prossima lezione.

## Strumenti

Google Suggest, ricerche correlate, People Also Ask: gratuiti, sempre disponibili, il punto di partenza più veloce.

Google Search Console: gratuito, dati reali sul tuo specifico sito, la fonte più affidabile perché non è una stima.

Google Keyword Planner: gratuito con un account Google Ads, dati ufficiali pensati per la pubblicità ma utilizzabili anche in ottica SEO, con l'avvertenza sui volumi ad intervalli visto sopra.

SEOZoom, Ahrefs, Semrush, AnswerThePublic: a pagamento, permettono di scalare il processo su centinaia o migliaia di keyword e di stimare la difficoltà di posizionamento, con dati stimati da incrociare con buon senso.

## Errori comuni

### Inseguire solo head keyword ad alto volume

Sono spesso le più competitive e le meno specifiche: un mix bilanciato con la coda lunga porta risultati più rapidi e più pertinenti.

Trattare il volume di ricerca come unico criterio

Una keyword ad alto volume ma con intento disallineato dal tuo business, come visto nella lezione precedente, produce traffico che non converte.

### Fidarsi ciecamente di un solo strumento

I volumi stimati da tool diversi possono differire anche sensibilmente: vanno confrontati, non presi come un dato assoluto.

Ignorare i dati che il proprio sito già genera

Search Console mostra query reali per cui compari già, spesso trascurate perché non emergono cercando "a freddo" con altri strumenti.

Costruire una lista enorme senza mai filtrarla

Centinaia di keyword raccolte senza un passaggio di selezione per pertinenza diventano ingestibili nella fase successiva di pianificazione dei contenuti.

Quando non serve un processo così esteso

Per un sito molto piccolo o iper-locale, con un'offerta molto specifica, una keyword research esaustiva con strumenti a pagamento può essere superflua nella fase iniziale: spesso Google Suggest, People Also Ask e un po' di buon senso bastano per individuare le query principali. Investire in strumenti dedicati ha senso soprattutto quando il volume di contenuti da pianificare cresce, o quando serve confrontarsi sistematicamente con più competitor.

## Esercizio

Parti da 3 seed keyword del tuo settore. Usando Google Suggest, le ricerche correlate e People Also Ask, espandile fino a costruire una lista di almeno 20 keyword. Per ciascuna, annota una prima ipotesi di intento, informativo, navigazionale, transazionale o commerciale, come visto nella lezione precedente. Questa lista sarà la base di lavoro per le prossime due lezioni, dedicate al clustering e al keyword mapping.

## Checklist operativa

  • Sai distinguere seed/head keyword da long tail.
  • Conosci almeno quattro fonti diverse per trovare keyword: Suggest, People Also Ask, Search Console, strumenti dedicati.
  • Hai controllato i dati reali del tuo sito in Search Console prima di affidarti solo a stime esterne.
  • Hai analizzato almeno un competitor per individuare un keyword gap.
  • Hai filtrato la lista raccolta per pertinenza reale, non solo per volume.

## Domande frequenti

Quali strumenti servono per la keyword research?

Non serve un solo strumento. La combinazione più solida parte dai dati gratuiti di Google. Suggest, ricerche correlate, People Also Ask, Search Console, e si integra con uno strumento SEO a pagamento (SEOZoom, Ahrefs o Semrush) quando serve scalare il processo o confrontarsi sistematicamente con i competitor.

Il volume di ricerca è sempre affidabile?

No: i volumi mostrati dagli strumenti sono stime, spesso arrotondate o raggruppate per intervalli, e possono variare sensibilmente da uno strumento all'altro. Vanno usati come indicazione di ordine di grandezza per confrontare keyword tra loro, non come un dato assoluto su cui basare decisioni al centesimo.

## In sintesi

La keyword research è il processo con cui scopri le query reali del tuo pubblico, non un esercizio di accumulo di parole ad alto volume. Le fonti principali sono i dati gratuiti di Google (Suggest, correlate, People Also Ask, Search Console), gli strumenti dedicati come Keyword Planner e i tool SEO di terze parti, e l'analisi dei competitor. Il risultato utile non è una lista lunga, ma una lista filtrata per pertinenza e intento, pronta per essere organizzata.

## Cosa imparare dopo

Nella prossima lezione prendiamo la lista di keyword che hai appena costruito e la organizziamo in cluster per intento, il passo che precede la scelta di quali pagine costruire davvero, ed evita uno degli errori più comuni: creare più pagine diverse che finiscono per competere tra loro sulla stessa keyword.

Hai completato la lezione

Continua con la prossima lezione

Clustering delle keyword: come raggruppare query per intento (non per somiglianza)

Vai alla prossima
Trasparenza editoriale

Questo corso è stato realizzato con l'ausilio di AI generativa e successivamente revisionato e validato da Marco Salvo, sulla base dell'esperienza diretta su progetti reali. I contenuti vengono modificati e aggiornati nel tempo per restare allineati all'evoluzione di Google, degli AI Overview e degli assistenti conversazionali.

L'autore
Marco Salvo — consulente SEO, GEO, AEO

Marco Salvo

Consulente SEO · GEO · AEO

Curo personalmente i corsi gratuiti di questo sito. Le lezioni nascono con l'ausilio di AI generativa e vengono poi revisionate e validate da me sulla base del lavoro quotidiano su ecommerce e professionisti. Vengono aggiornate nel tempo, perché SEO e AI Visibility cambiano in fretta.