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Il guest posting fatto bene (e perché quello venduto a pacchetto non lo è)

Come funziona il guest posting quando è una pratica editoriale legittima, cosa lo distingue dai pacchetti di link a pagamento mascherati da articoli ospiti, e come proporlo correttamente.

Modulo
Modulo 3 — Tattiche di acquisizione
Durata lettura
8 min

Dopo aver visto come costruire un angolo di digital PR, questa lezione affronta una tattica più diretta ma anche più controversa: scrivere un articolo per un altro sito, in cambio di un link. Il guest posting ha una pessima reputazione in alcuni ambienti SEO, per un motivo preciso, ma la pratica in sé, fatta bene, resta legittima ed efficace.

## In breve

Il guest posting è la pratica di scrivere un articolo per un altro sito, in genere in cambio di un link verso il proprio. È legittimo quando l'articolo ha un valore editoriale reale per il pubblico di quel sito, ed è concordato con un editore che sceglie di pubblicarlo per la sua qualità. Diventa un problema, e un rischio concreto secondo le linee guida di Google, quando si trasforma in uno scambio commerciale mascherato: pagare per pubblicare un articolo di scarsa qualità, scritto solo per ospitare un link.

Dove nasce la cattiva reputazione

Negli anni, il guest posting è stato usato su larga scala come scorciatoia: agenzie che vendono "pacchetti" di 10, 50, 100 guest post su siti di bassa qualità, spesso creati apposta per ospitare articoli sponsorizzati mascherati da contenuti editoriali. Google considera questo tipo di scambio, quando il link non è marcato come sponsorizzato, una violazione delle linee guida sui link a pagamento, la stessa categoria vista nella lezione sui tipi di link.

Il problema non è scrivere per un altro sito. Il problema è farlo su siti scelti solo perché "accettano guest post a pagamento", con contenuti di scarsa qualità, senza nessun controllo editoriale reale da parte di chi pubblica.

## Cosa distingue un guest post legittimo

Un guest post legittimo ha alcune caratteristiche riconoscibili: viene pubblicato su un sito che ha davvero un pubblico e una linea editoriale coerente, non un sito creato solo per ospitare articoli esterni; l'editore esercita un controllo editoriale reale, può chiedere modifiche, rifiutare l'articolo, avere un proprio stile; il contenuto porta valore reale ai lettori di quel sito, non solo un link nascosto in mezzo a un testo generico; e se l'accordo prevede un pagamento per la pubblicazione, il link viene marcato come sponsored, in trasparenza.

Come proporre un guest post in modo efficace

Un buon guest post parte sempre da un'idea specifica per quella testata, non da un articolo generico riciclato per decine di siti diversi. Vale la pena guardare cosa pubblica già il sito, individuare un argomento che non hanno ancora trattato in modo approfondito, e proporlo con un titolo e una breve scaletta, non l'articolo già scritto, che rischia di sembrare un contenuto standardizzato pensato per essere piazzato ovunque.

## Esempio lampante

Immagina chi lavora al marketing di un'azienda che vende attrezzatura per il fitness in casa, e vuole proporre un guest post a un blog di settore con un buon seguito.

### INPUT

ha già un articolo generico sui "5 consigli per allenarsi in casa", pensato per essere riproposto su più siti diversi.

### ANALISI

guardando il blog target, nota che ha già pubblicato diversi articoli con quel taglio generico, ma non ha mai trattato un tema più specifico: come allenarsi in spazi molto piccoli, un problema reale per il pubblico urbano che segue quel blog.

### DECISIONE

invece di proporre l'articolo generico già pronto, scrive all'editore con un'idea mirata su quel tema specifico, spiegando perché ritiene sia un argomento poco coperto e utile per i loro lettori.

### OUTPUT

l'editore accetta la proposta perché risponde a un vuoto reale nel proprio blog, non perché sta semplicemente "accettando un guest post", e il link nell'articolo arriva in un contesto editoriale che un controllo manuale di Google leggerebbe come del tutto naturale.

Come farlo: proporre un guest post

  1. Scegli siti con un pubblico reale e una linea editoriale coerente. Evita elenchi di siti che "accettano guest post a pagamento" senza alcun filtro editoriale.
  2. Studia cosa hanno già pubblicato prima di proporre un'idea. Un argomento non ancora coperto vale molto più di un tema già trattato dieci volte.
  3. Proponi un'idea specifica, non un articolo già scritto e generico. Aumenta molto la probabilità di essere preso sul serio da un editore reale.
  4. Accetta le modifiche editoriali. Un editore che chiede cambiamenti sta esercitando un controllo reale, è un buon segnale, non un ostacolo.
  5. Marca come sponsored ogni link concordato con un pagamento. È l'unico modo per restare in linea con le regole di Google se l'accordo include un compenso.

## Errori comuni

Comprare pacchetti di guest post su elenchi di siti generici

È quasi sempre il segnale di siti creati solo per ospitare articoli a pagamento, con scarso o nullo valore editoriale reale.

### Riciclare lo stesso articolo su più siti diversi

Oltre a un problema di contenuto duplicato, segnala a chi pubblica che l'articolo non è stato pensato davvero per il loro pubblico.

Non dichiarare un accordo a pagamento

Un link sponsorizzato non marcato correttamente è una delle violazioni più facilmente individuabili in un controllo manuale.

## In sintesi

Il guest posting è legittimo ed efficace quando l'articolo ha valore editoriale reale, viene pubblicato su un sito con un pubblico vero e un controllo editoriale effettivo, e ogni eventuale accordo a pagamento è dichiarato correttamente. Diventa rischioso solo quando si trasforma in uno scambio commerciale mascherato su siti di scarsa qualità creati apposta per ospitare link.

## Cosa imparare dopo

Nella prossima lezione vediamo una tattica meno conosciuta ma spesso molto efficiente: la link building con i link rotti e le pagine di risorse.

### Fonti

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Link rotti e pagine di risorse: la tattica meno battuta della link building

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Questo corso è stato realizzato con l'ausilio di AI generativa e successivamente revisionato e validato da Marco Salvo, sulla base dell'esperienza diretta su progetti reali. I contenuti vengono modificati e aggiornati nel tempo per restare allineati all'evoluzione di Google, degli AI Overview e degli assistenti conversazionali.

L'autore
Marco Salvo — consulente SEO, GEO, AEO

Marco Salvo

Consulente SEO · GEO · AEO

Curo personalmente i corsi gratuiti di questo sito. Le lezioni nascono con l'ausilio di AI generativa e vengono poi revisionate e validate da me sulla base del lavoro quotidiano su ecommerce e professionisti. Vengono aggiornate nel tempo, perché SEO e AI Visibility cambiano in fretta.