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Disavow: quando (e come) usare lo strumento per rinnegare i link tossici

Cos'è lo strumento di disavow di Google, quando ha davvero senso usarlo, perché è più raro di quanto si pensi che serva, e come procedere se il profilo backlink richiede una bonifica.

Modulo
Modulo 5 — Misurazione e mantenimento
Durata lettura
8 min

Nella lezione precedente abbiamo visto come monitorare i backlink nel tempo. A volte, in quel monitoraggio, emergono link davvero problematici, ed è qui che entra in gioco uno degli strumenti più fraintesi della SEO: il disavow.

## In breve

Il disavow è uno strumento di Google Search Console che permette di comunicare a Google di non considerare determinati link nel calcolo del ranking di un sito. È pensato per casi specifici, link tossici che un sito non è riuscito a far rimuovere, o l'evidenza di una campagna di negative SEO, non come pratica di routine da applicare a ogni link di bassa qualità. Google stesso raccomanda di usarlo con cautela, perché un uso scorretto può disconoscere per errore link che invece stavano aiutando il sito.

Perché non serve quasi mai quanto si pensa

Google ha dichiarato più volte, negli anni, che i suoi sistemi sono in grado di ignorare autonomamente la maggior parte dei link di bassa qualità o palesemente innaturali, senza bisogno di un intervento manuale da parte del sito che li riceve. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, avere alcuni link di scarsa qualità nel proprio profilo, magari ottenuti anni prima con pratiche oggi considerate superate, o semplicemente comparsi senza alcuna richiesta, non giustifica da solo l'uso del disavow.

Lo strumento ha senso soprattutto in due situazioni: quando un sito ha ricevuto un'azione manuale da parte di Google specificamente legata a link innaturali, e la rimozione di quei link fa parte del percorso di recupero richiesto; oppure quando ci sono evidenze concrete di una campagna di negative SEO orchestrata da terzi, con un volume anomalo di link tossici comparsi in un breve periodo.

## Cosa fare prima di usare il disavow

Prima di disconoscere un link, la prassi corretta prevede di provare a farlo rimuovere direttamente, contattando chi gestisce il sito che lo ospita. Solo quando questo tentativo fallisce, o non è praticabile (il sito non risponde, non ha contatti reperibili, o è evidentemente una fonte di spam automatizzato), ha senso passare al disavow come ultima risorsa.

Vale anche la pena distinguere tra link davvero dannosi e link semplicemente di bassa qualità ma innocui: un vecchio link da una directory dimenticata, senza alcun pattern sospetto, raramente merita lo sforzo di essere disconosciuto, il tempo va investito meglio sulle tattiche di acquisizione viste nei moduli precedenti.

## Esempio lampante

Immagina chi gestisce la SEO di un sito di e-commerce che, dopo un controllo periodico del profilo backlink, nota un gruppo di circa 200 domini di bassissima qualità, tutti comparsi nello stesso mese, con anchor text identici e palesemente estranei al proprio settore.

### INPUT

il timing e il pattern sono sospetti, e teme possa trattarsi di un tentativo di negative SEO da parte di un competitor.

### ANALISI

verificando i domini coinvolti, conferma che si tratta di siti chiaramente creati solo per generare link spam, senza alcun contenuto reale né possibilità di contattare un responsabile per chiederne la rimozione, esattamente il tipo di situazione in cui il disavow è lo strumento corretto.

### DECISIONE

prepara un file di disavow con l'elenco dei domini coinvolti e lo carica tramite Google Search Console, documentando l'accaduto nel caso servisse in futuro come riferimento.

### OUTPUT

evita che quel gruppo di link, per quanto Google li gestisca probabilmente già in autonomia, possa in qualche modo influenzare negativamente la percezione del profilo backlink del sito, con un intervento mirato solo dove davvero necessario, non un disavow generico su ogni link di qualità dubbia del profilo.

Come farlo: procedere con il disavow, se necessario

  1. Verifica prima se c'è davvero un problema concreto. Un'azione manuale ricevuta o un pattern chiaro di negative SEO, non semplicemente link di bassa qualità isolati.
  2. Prova a far rimuovere il link direttamente, quando possibile. Contatta il sito che lo ospita prima di ricorrere al disavow.
  3. Prepara il file di disavow solo per i domini realmente problematici. Un file troppo ampio rischia di disconoscere anche link che stavano aiutando il sito.
  4. Carica il file tramite lo strumento dedicato in Google Search Console. È l'unico canale ufficiale per questo tipo di richiesta.
  5. Documenta il motivo dell'intervento. Utile come riferimento futuro, soprattutto se il sito ha già avuto un'azione manuale in passato.

## Errori comuni

Usare il disavow come pratica di routine su ogni link di scarsa qualità

Nella maggior parte dei casi non è necessario, e rischia di disconoscere per errore link innocui o persino utili.

Non provare prima la rimozione diretta

È il primo passo corretto secondo le linee guida di Google, prima di ricorrere allo strumento di disavow.

Costruire un file di disavow troppo ampio "per sicurezza"

Un approccio troppo aggressivo può fare più danno che bene, disconoscendo link che in realtà non erano un problema.

## In sintesi

Il disavow è uno strumento da usare con cautela e solo in casi specifici, un'azione manuale ricevuta o evidenze concrete di negative SEO, non come pratica di routine per ogni link di bassa qualità. Google gestisce già autonomamente la maggior parte dei link tossici; prima di disconoscere qualcosa, vale sempre la pena provare a farlo rimuovere direttamente. Se sospetti che il tuo profilo backlink richieda una bonifica reale, puoi richiedere una valutazione prima di intervenire da solo.

## Cosa imparare dopo

Chiudiamo il corso con l'ultima lezione: come mantenere e far crescere il profilo link nel tempo, oltre la fine di una singola campagna.

### Fonti

- Google. Disavow links tool

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Trasparenza editoriale

Questo corso è stato realizzato con l'ausilio di AI generativa e successivamente revisionato e validato da Marco Salvo, sulla base dell'esperienza diretta su progetti reali. I contenuti vengono modificati e aggiornati nel tempo per restare allineati all'evoluzione di Google, degli AI Overview e degli assistenti conversazionali.

L'autore
Marco Salvo — consulente SEO, GEO, AEO

Marco Salvo

Consulente SEO · GEO · AEO

Curo personalmente i corsi gratuiti di questo sito. Le lezioni nascono con l'ausilio di AI generativa e vengono poi revisionate e validate da me sulla base del lavoro quotidiano su ecommerce e professionisti. Vengono aggiornate nel tempo, perché SEO e AI Visibility cambiano in fretta.