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Il funnel di contenuti: TOFU, MOFU, BOFU

Cosa sono TOFU, MOFU e BOFU, perché il funnel di contenuti aiuta a capire cosa scrivere per chi non è ancora pronto a comprare e per chi lo è quasi, con un esempio pratico e i passaggi per costruire un mix di contenuti equilibrato.

Modulo
Modulo 2 — Pianificazione
Durata lettura
8 min

Nella lezione precedente sulla buyer persona hai visto come costruire una buyer persona utile, basata su obiettivi, problemi e domande reali. Ma le stesse persone reali che rientrano in quella persona non sono tutte nello stesso punto del loro percorso: c'è chi sta appena scoprendo di avere un problema e chi è a un passo dal comprare. Scrivere lo stesso tipo di contenuto per entrambi è uno degli sprechi più comuni nel content marketing. Il funnel di contenuti. TOFU, MOFU, BOFU, è lo strumento che aiuta a evitarlo.

## In breve

TOFU (Top of the Funnel), MOFU (Middle of the Funnel) e BOFU (Bottom of the Funnel) sono le tre fasi in cui si scompone tradizionalmente il percorso che porta una persona da "ho un problema" a "ho scelto una soluzione": consapevolezza, valutazione, decisione. Ogni fase richiede un tipo di contenuto diverso, per obiettivo, tono e formato, perché chi legge ha bisogni diversi in ognuna. Un piano di contenuti che copre solo il TOFU genera traffico ma poche conversioni; uno che copre solo il BOFU ha pagine pronte a vendere ma nessuno che le trova.

Che cos'è il funnel di contenuti (e cosa NON è)

Il modello nasce dal funnel di vendita tradizionale e si articola in tre fasi, descritte bene in questa sintesi di Semrush Italia: awareness (TOFU), evaluation (MOFU), purchase (BOFU). HubSpot descrive lo stesso percorso, applicato al marketing inbound, come buyer's journey in tre stadi: awareness, consideration, decision, il buyer riconosce il problema, ne definisce chiaramente i contorni e valuta le possibili strade, e infine sceglie un fornitore specifico.

Cosa NON è il funnel di contenuti

  • Non è un percorso lineare che ogni utente attraversa in ordine e senza deviazioni. Molte persone entrano direttamente in fase MOFU (magari hanno già capito il problema grazie a un amico) o tornano indietro per approfondire.
  • Non è una gerarchia di importanza in cui il BOFU "vale di più" del TOFU. Senza contenuti che intercettano chi è a monte, non c'è nessuno da portare a valle.
  • Non è solo una tassonomia di parole chiave. È anche quello, e si lega direttamente al lavoro sul search intent visto nel corso SEO, ma riguarda anche formati, tono e canale, non solo la query digitata.
  • Non è un modello valido allo stesso modo per ogni tipo di acquisto. Per decisioni d'impulso o economiche, le tre fasi possono comprimersi in pochi secondi.

Come funziona

Ogni fase del funnel corrisponde a un tipo di domanda diversa nella testa di chi legge, e quindi a un tipo di contenuto diverso.

### TOFU, consapevolezza

Chi legge ha appena riconosciuto un problema o un'esigenza e cerca di capirlo meglio, non ancora una soluzione specifica. Formati tipici: articoli educativi, guide introduttive, infografiche, contenuti "cos'è" e "come fare". L'obiettivo non è vendere, è essere utile e farsi trovare.

### MOFU, valutazione

Chi legge ha capito il problema e ora confronta le opzioni possibili. Formati tipici: confronti tra soluzioni, casi studio, liste di pro e contro, webinar più approfonditi, contenuti scaricabili in cambio di un contatto. L'obiettivo è costruire fiducia e aiutare a restringere il campo.

### BOFU, decisione

Chi legge ha già ristretto il campo e sta valutando se scegliere proprio te. Formati tipici: pagine di confronto diretto tra prodotti/fornitori, testimonianze, demo, prove gratuite, pagine prezzo, FAQ pre-acquisto. L'obiettivo è rimuovere l'ultimo dubbio e rendere facile l'azione.

Questa progressione, secondo la stessa guida di Semrush, si accompagna quasi sempre a un lavoro di nurturing: senza email, retargeting o link interni che accompagnino il lettore da una fase all'altra, gli utenti raramente "avanzano" nel funnel da soli.

## Perché conta

Un piano di contenuti che ignora il funnel tende a concentrarsi su una sola fase, spesso il TOFU, perché è quello con più volume di ricerca e più facile da giustificare con le metriche di traffico, lasciando scoperte le fasi in cui le persone sono effettivamente pronte a scegliere.

Nel 2026 questo equilibrio è anche più delicato per un altro motivo, fattuale ma va contestualizzato: secondo Search Engine Land, le AI Overviews di Google stanno riducendo i clic sui contenuti informativi più generici, quelli che rispondono a una domanda semplice e diretta, tipica del TOFU, perché l'AI risponde direttamente in pagina. I contenuti che aiutano a confrontare opzioni o a decidere (MOFU e BOFU) restano invece meno esposti a questo effetto, perché rispondono a un bisogno più specifico che un riassunto automatico non soddisfa del tutto. È un'osservazione di settore, non una regola valida per ogni nicchia: resta comunque vero che senza contenuti TOFU non si costruisce nuova domanda, e trascurarli del tutto in cambio di solo BOFU riduce il numero di persone che il funnel intercetta all'inizio.

## Esempio lampante

Immaginiamo, a scopo illustrativo, un piccolo software gestionale pensato per palestre e centri fitness indipendenti.

Input: il blog aziendale pubblica quasi solo articoli molto generici tipo "i vantaggi della digitalizzazione per le palestre" e "il futuro del fitness tech". Il traffico organico cresce, ma le richieste di demo restano ferme.

Analisi: guardando i contenuti pubblicati negli ultimi sei mesi, il team si accorge che sono tutti TOFU: parlano di un tema ampio, mai di come scegliere tra le opzioni disponibili o di cosa succede davvero usando il software. Manca completamente la fase intermedia, confronti, casi d'uso concreti, e la fase finale, perché scegliere proprio loro.

Decisione: il team ridisegna il piano di contenuti sulle tre fasi. TOFU: "Come gestire le iscrizioni in una palestra senza impazzire con Excel" (educativo, ampio). MOFU: "Software gestionale per palestre: cosa guardare prima di scegliere" (confronto tra criteri, non tra brand specifici). BOFU: una pagina con tre casi reali illustrati in forma anonima e generica di piccole palestre che hanno ridotto il tempo speso in amministrazione, più una demo gratuita ben visibile.

Output: il mix di contenuti copre ora tutte e tre le fasi, con collegamenti interni che accompagnano chi legge un articolo TOFU verso il confronto MOFU e, da lì, verso la pagina demo. Non è garantito che il traffico aumenti, ma il funnel ha finalmente un percorso completo da seguire, invece di fermarsi al primo gradino.

Come costruire un funnel di contenuti equilibrato

  1. Mappa i contenuti già pubblicati per fase: quanti sono TOFU, quanti MOFU, quanti BOFU. Nella maggior parte dei casi il TOFU risulta sovrarappresentato.
  2. Usa le domande raccolte nella buyer persona (vista nella lezione sulla buyer persona) per capire a quale fase corrisponde ciascuna.
  3. Per il TOFU, punta su contenuti educativi ampi, collegati a keyword informative: qui il lavoro sul search intent aiuta a riconoscere questo tipo di query.
  4. Per il MOFU, crea contenuti che aiutano a confrontare: criteri di scelta, pro e contro, casi d'uso, non ancora un confronto diretto tra te e un concorrente specifico.
  5. Per il BOFU, crea contenuti che rimuovono l'ultimo dubbio: prova gratuita, demo, testimonianze, pagine con risposte alle obiezioni più comuni.
  6. Adatta la call to action alla fase: proporre "richiedi una demo" in un articolo TOFU è quasi sempre prematuro e spesso controproducente.
  7. Collega i contenuti tra loro con link interni, così chi legge un pezzo TOFU trova naturalmente la strada verso il contenuto MOFU o BOFU successivo.
  8. Monitora quali contenuti convertono meglio in ciascuna fase e usa quei dati per decidere dove investire il prossimo ciclo di produzione.

## Errori comuni

### Investire quasi tutto sul TOFU

Genera traffico e vanity metric, ma lascia scoperta la parte del funnel dove le persone sono più vicine a scegliere.

### Investire quasi tutto sul BOFU

Le pagine di conversione sono pronte, ma senza contenuti a monte non c'è abbastanza pubblico che le raggiunge.

Trattare il funnel come un percorso rigido e obbligato

Alcuni utenti entrano direttamente in fase di valutazione o decisione: un contenuto BOFU deve reggersi anche da solo, non solo come tappa finale di un percorso guidato.

Usare toni e CTA sbagliati per la fase

Un contenuto TOFU con tono da brochure commerciale scoraggia chi sta ancora solo cercando di capire il problema.

Non collegare i contenuti tra loro

Senza link interni o email di nurturing, il passaggio da una fase all'altra viene lasciato al caso.

Quando il funnel conta meno

Per acquisti d'impulso, economici o con ciclo decisionale molto breve, le tre fasi tendono a comprimersi quasi nello stesso momento: chi cerca "pizzeria vicino a me" è già in fase decisionale, non ha bisogno di un contenuto TOFU che gli spieghi cos'è una pizza. In questi casi forzare un funnel completo su tre fasi rischia di complicare inutilmente un percorso che nella realtà è molto più corto.

## In sintesi

Il funnel di contenuti distingue tre momenti diversi nel percorso di chi legge, consapevolezza, valutazione, decisione, e ognuno richiede un tipo di contenuto diverso per obiettivo, formato e tono. Un piano di contenuti sano copre tutte e tre le fasi e le collega tra loro, invece di concentrarsi solo su quella più facile da produrre o più premiata dal traffico organico.

## Cosa imparare dopo

Sapere quali contenuti servono per ogni fase del funnel è la base per costruire un sistema che li produca con continuità: la prossima lezione affronta il piano editoriale, come costruirlo, cosa deve contenere e come mantenerlo vivo nel tempo senza farlo diventare un documento che nessuno guarda più dopo la prima settimana.

Fonti utilizzate: Semrush Italia. Funnel marketing: esempi pratici di contenuti per le fasi Tofu, Mofu, Bofu, HubSpot. What Is a Buyer's Journey?, Search Engine Land. Content strategy in 2026: What actually changed (and what didn't).

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Questo corso è stato realizzato con l'ausilio di AI generativa e successivamente revisionato e validato da Marco Salvo, sulla base dell'esperienza diretta su progetti reali. I contenuti vengono modificati e aggiornati nel tempo per restare allineati all'evoluzione di Google, degli AI Overview e degli assistenti conversazionali.

L'autore
Marco Salvo — consulente SEO, GEO, AEO

Marco Salvo

Consulente SEO · GEO · AEO

Curo personalmente i corsi gratuiti di questo sito. Le lezioni nascono con l'ausilio di AI generativa e vengono poi revisionate e validate da me sulla base del lavoro quotidiano su ecommerce e professionisti. Vengono aggiornate nel tempo, perché SEO e AI Visibility cambiano in fretta.