MARCO SALVO
Google Ads

Quanto investire in Google Ads per il mio progetto?

Quanto destinare alle campagne, quali costi aggiungere e come valutare se l’investimento è sostenibile per un e-commerce o per un’attività che raccoglie richieste e iscrizioni.

Quanto investire in Google Ads per il mio progetto?

Per capire quanto investire in Google Ads devi partire da quanto vale un cliente per la tua attività, dai costi necessari per servirlo e dal risultato che vuoi ottenere. Un budget di 1.000 euro può essere sostenibile per un progetto e insufficiente o poco conveniente per un altro.

Se gestisci un e-commerce, la domanda è quanto puoi spendere per ottenere un ordine mantenendo un margine. Se vendi corsi o servizi, devi considerare anche quante richieste diventano iscrizioni o contratti.

Il budget va costruito su questo percorso. Scegliere una cifra perché la investe un concorrente, oppure perché è quella che puoi mettere da parte questo mese, non basta a capire se le campagne possono funzionare.

Quali costi devo considerare oltre alla pubblicità?

Devi distinguere il denaro destinato a Google dal lavoro necessario per preparare, gestire e misurare le campagne.

Quando dici «ho 2.000 euro al mese», serve chiarire se sono tutti disponibili per comprare traffico oppure se devono coprire anche l’agenzia e gli altri interventi.

Voce Che cosa stai finanziando Che cosa chiarire prima di partire
Spesa pubblicitaria La distribuzione degli annunci Quanto destinare alle campagne e per quanto tempo
Preparazione e gestione Analisi, impostazione, controlli e ottimizzazione Quali attività sono comprese nel compenso del partner
Tracciamenti La raccolta dei dati su vendite e richieste Se i dati attuali sono affidabili o vanno sistemati
Pagine e materiali Pagine di destinazione, testi, immagini e dati prodotto Che cosa esiste già e che cosa bisogna realizzare

Non tutte queste voci richiedono un nuovo lavoro ogni mese. Alcune possono essere iniziali, altre ricorrenti. Devono però comparire nella valutazione economica: una campagna può sembrare conveniente se guardi soltanto la fattura di Google e diventare insostenibile quando aggiungi il resto.

Quanto investire in Google Ads se ho un e-commerce?

Parti dal margine che ti rimane sull’ordine prima dei costi di acquisizione, non soltanto dal fatturato.

Facciamo un esempio ipotetico, con importi al netto dell’IVA. Un ordine vale 120 euro. Dopo costo dei prodotti, commissioni, logistica e altri costi variabili, restano 36 euro prima del marketing.

Se per acquisire quell’ordine spendi complessivamente 30 euro, rimangono 6 euro per contribuire ai costi fissi e all’utile. Se ne spendi 40, hai già superato quel margine.

Questo non significa che ogni attività debba guadagnare sul primo ordine. Puoi scegliere di investire di più se i clienti tornano e conosci il valore dei loro acquisti successivi. Ma il riacquisto deve essere sostenuto dai tuoi dati, non dalla speranza che prima o poi avvenga.

Prima di stabilire il budget, quindi, servono risposte a domande concrete:

  • Quali prodotti vuoi promuovere e quali margini hanno?
  • Quanti clienti acquistano una seconda volta?
  • Il catalogo ha disponibilità sufficiente per sostenere le campagne?
  • Il sito vende già e su quali dispositivi incontra difficoltà?

Se vendi molti prodotti diversi, il margine medio dell’intero negozio può nascondere differenze importanti. Un articolo molto venduto potrebbe lasciare meno spazio per la pubblicità rispetto a uno con meno ordini ma una redditività migliore.

Quanto investire se voglio richieste, appuntamenti o iscrizioni?

Devi collegare il costo della richiesta alla probabilità che diventi un cliente.

Per una scuola, ricevere un modulo compilato non equivale a vendere un corso. Tra i due momenti ci sono contatto, valutazione delle esigenze, eventuale appuntamento e iscrizione.

Consideriamo un secondo esempio ipotetico. La scuola decide di poter sostenere un costo totale di acquisizione di 150 euro per ogni nuova iscrizione. Dai suoi dati risulta che, ogni dieci richieste pertinenti, arriva un’iscrizione.

In quello scenario, le dieci richieste insieme devono costare al massimo 150 euro: 15 euro per richiesta, considerando l’intero costo di acquisizione. Se la sola pubblicità costa già 15 euro a richiesta, non resta spazio per gestione e altre attività necessarie a ottenere l’iscrizione.

Il rapporto cambia se le richieste vengono gestite meglio, se il pubblico è più pertinente o se il corso ha un valore economico diverso. Ecco perché un costo per contatto basso, da solo, dice poco. Scegliere i KPI di marketing serve proprio a collegare i numeri al risultato che conta per l’azienda.

Per fare una valutazione servono almeno il numero delle richieste valide, quante diventano clienti e il tempo necessario per seguirle. Se oggi non hai questi dati, la loro raccolta deve rientrare nel progetto.

Come posso stimare il budget prima di avviare le campagne?

Puoi costruire uno scenario iniziale, da verificare sul mercato, collegando costo dei clic e risultati del sito.

Per le campagne sulla rete di ricerca, lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google offre previsioni utili a orientare la valutazione. Sono stime legate alle impostazioni e alle condizioni considerate, non un preventivo garantito di vendite.

Supponiamo, soltanto per mostrare il calcolo, di acquistare 200 clic a un costo medio di 1,50 euro: la spesa pubblicitaria sarebbe di 300 euro. Se da quelle visite arrivassero dieci richieste, ciascuna costerebbe 30 euro di sola pubblicità. Se arrivassero cinque richieste, il costo salirebbe a 60 euro.

Sono numeri inventati per l’esempio, non benchmark né una previsione per il tuo sito. Mostrano però perché il budget non può essere deciso ignorando la pagina di destinazione.

Uno scenario utile deve prevedere anche cosa succede quando il risultato è peggiore delle attese. Se basta una piccola variazione del costo dei clic o delle conversioni per rendere il progetto insostenibile, va rivista l’impostazione prima di aumentare la spesa.

E se il budget disponibile è troppo basso?

Conviene restringere il progetto o prepararlo meglio prima di investire.

Distribuire una cifra limitata tra molti prodotti, territori e obiettivi può rendere difficile capire che cosa stai verificando. Un primo progetto circoscritto può concentrarsi su una linea di prodotti, un servizio o un’area geografica, purché ci sia domanda sufficiente e un’offerta sostenibile.

In altri casi il primo investimento dovrebbe riguardare il sito o la misurazione. Comprare visite mentre il checkout presenta errori, il modulo non funziona o nessuno segue le richieste significa finanziare un percorso già interrotto.

Prima di partire vanno concordati anche il periodo di osservazione, le verifiche intermedie e l’importo massimo che l’azienda è disposta a investire nel test. Nessuna durata standard garantisce un risultato: un prodotto acquistato subito e un corso scelto dopo più colloqui hanno tempi diversi.

Che cosa dovrebbe spiegarmi chi gestisce le campagne?

Se cerchi un team a cui affidare il progetto, puoi approfondire il servizio di gestione campagne Google Ads: chiarisce attività, responsabilità e modalità di collaborazione.

Una proposta utile deve chiarire perché il budget è adeguato al progetto e quali condizioni devono essere presenti perché abbia senso investirlo.

Oltre alla cifra mensile, dovrebbe specificare:

  • quali prodotti o servizi promuovere per primi;
  • come vengono distinti vendite, richieste valide e semplici interazioni;
  • quali interventi servono prima dell’avvio;
  • chi prepara materiali e pagine e chi segue i contatti;
  • quando si rivedono i risultati e con quali criteri si decide se continuare.

Una promessa di clienti senza conoscere margini, offerta e processo commerciale non risponde alla domanda sul budget. Ti lascia soltanto una cifra da spendere.

Domande frequenti sul budget Google Ads

Qual è il budget minimo per Google Ads?

Per il tuo progetto il minimo utile è quello che permette di verificare una domanda commerciale circoscritta e un percorso misurabile. Non proporrei la stessa cifra a un e-commerce con ordini frequenti e a una scuola con poche iscrizioni ad alto valore. Va costruita una stima sulle rispettive condizioni.

Qual è il budget consigliato per Google Ads?

È quello compatibile con valore del cliente, margini, domanda raggiungibile e capacità di gestione. Nel totale devi considerare anche le attività professionali e gli interventi necessari a far funzionare il percorso.

Quanto costa Google Ads al mese?

Dipende dal budget impostato e dalle campagne. Per la maggior parte delle campagne con budget giornaliero medio, Google indica un limite mensile pari a 30,4 volte tale budget. Con 50 euro giornalieri medi, mantenuti invariati per l’intero mese, il riferimento è quindi 1.520 euro di spesa pubblicitaria. Gestione e altri costi del progetto vanno valutati separatamente. Fonte: Guida Google Ads.

Quanto costa una consulenza Google Ads?

Il compenso dipende dall’incarico: una diagnosi dell’account, la preparazione di nuove campagne e una gestione continuativa sono lavori diversi. La proposta deve separare il compenso professionale dal budget destinato alla pubblicità e chiarire attività, consegne ed eventuali costi esterni.


Il budget da cui partire è quello che puoi sostenere per verificare un progetto definito, includendo il lavoro necessario a trasformare il traffico in clienti. Per stabilirlo servono dati economici, un obiettivo e un percorso che possa essere misurato.

Vuoi capire quanto investire nel tuo progetto? Raccontami cosa vendi, qual è il tuo sito e quali risultati vuoi ottenere. Mettiamo a fuoco le esigenze e valutiamo il progetto con l’agenzia con cui collaboro. L’agenzia definisce la proposta operativa e gestisce le attività; io resto un riferimento nel rapporto, con momenti di confronto concordati.