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E’ un’ingiustizia grande quanto l’universo, ma quando capita una cosa del genere non puoi farci nulla. Devi solo accettare quello che sta succedendo.

Parlo di ciò che agli occhi di tutti potrebbe apparire come una penalizzazione ma che invece non lo è affatto, perché dietro alla perdita di traffico c’è qualcosa di più grande, qualcosa di cui, di solito, anche i più bravi marketer del mondo non ne parlano affatto.

Ormai siamo abituati a parlare di penalizzazione algoritmica e siamo sempre all’erta su ciò che un sito web può subire quando google si accorge che abbiamo lavorato scorrettamente  in modo da far gonfiare certi “parametri” che, secondo noi, possono fare del bene.

Viviamo un po come dei malavitosi che hanno qualcosa da nascondere e siamo sempre in agguato al primo posto di blocco che incontriamo.

In realtà però, anche quando si lavora bene, anzi benissimo, può succedere l’impossibile.

Può succedere che da un momento all’altro inizi a perdere traffico in una maniera vertiginosa e questo non provoca solo un po di ansia ma mette a grosso rischio la tua stabilità mentale.

Oggi ti racconto di un caso studio SEO che sto affrontando da un po e che continuerò ad affrontare più per passione verso la SEO che per altro in quanto mi sembra alquanto difficile far risalire il sito di cui ti sto per parlare dall’improvvisa caduta nel baratro.

Intanto voglio farti vedere la crescita del sito con uno screen di analytics:

Te la faccio breve.

Ho iniziato a lavorare su questo sito a settembre 2014 e in soli 6 mesi il sito è cresciuto da zero a più di 5mila visite giornaliere.

Il sito in oggetto, di cui non rileverò ne settore ne nome a dominio, ha mantenuto questo traffico per parecchio tempo, diciamo fino a marzo 2017 dove è iniziato a succedere qualcosa di poco definito che ha rivoluzionato totalmente le sorti del sito.

In pratica da marzo 2017 il sito ha iniziato aperdere traffico pian piano, senza un motivo ben definito, fino a quando a settembre 2017 ha perso una bella botta perdendo traffico in maniera considerevole e per poi continuare con un’erosione graduale e costante, come se qualcosa a Google da un momento all’altro non piacesse più.

Ovviamente il primo pernsiero che ti arriva al cervello, dopo che ti svegli in sala rianimazione, con delle persone col camice bianco che parlano dei tuoi valori nel sangue, è proprio la penalizzazione ma…

In effetti ci sono molte cose che non quadrano.

Certo il terrorismo da parte di Google, sui cambiamenti repentini delle sue SERP non è una novità no?

Siamo già veterani, infatti nel 2011 con Panda e poi nel 2012 con Penguin e poi con Fred e tutti quelli che ci sono in mezzo.

Un delirio costante, ma in questo caso ci sono delle cose che non quadrano quasi mai.

Vedi, quando ho a che fare con una penalizzazione, la prima cosa che faccio è proprio quella di andare a vedere sul web se altri siti sono stati penalizzati nello stesso periodo e una volta raccolti, cerco di confrontarli uno per uno nella speranza di trovare un pattern che li accomuna così da iniziare a fare delle piccole modifiche nel tentativo di individuare quale sia l’anomalia.

E’ un processo molto lungo e dispendioso in termini di energie, ma quando riesci ad individuare il pattern giusto, diventa matematica.

A volte però ciò che a noi appare come una penalizzazione, potrebbe non esserlo.

Ci sono diversi motivi per cui la perdita di traffico non è da impitare ad una penalizzazione:

  • Google pur di dare spazio a tutti mescola le sue SERP
  • Nuovi competitor entrano in SERP con contenuti nuovi
  • Qualcuno esce dalle SERP
  • Le query per cui il tuo sito è ben posizionato iniziano ad essere meno rilevanti per la tua utenza
  • Le query diventano obsolete
  • La tua utenza si spsta su altri dispositivi dove non sei particolarmente visibile
  • Le SERP sono aggredite da troppa pubblicità
  • Le SERP hanno risultati diretti da parte di Google (vedi google flight)
  • Google mostra sulle SERP siti completamente differenti dal tuo

Sono sicuro che ci sono altri mille mila motivi ma non voglio dilungarmi in questo, ma voglio. piuttosto, farti vedere alcune cose.

Dopo aver raccolto alcuni siti, con topic differente dal mio, ma che avevano subito delle graduali perdite di traffico, ho fatto la mia analisi, senza però riuscire a cavare un ragno dal buco.

Allora il mio pensiero si è subito focalizzato su qualche problema tecnico e dopo aver risolto qualcosina dovuta a script di terze parti, non ho trovato nulla di così eclatante che potesse giustificare la perdita di traffico così cospicua.

Sai come fanno i medici?

i medici quando non sanno più dove mettere le mani iniziano a confrontarsi. Si invece di mettere subito mano al bisturi, si parlano fra di loro per capire se veramente quella dannata operazione va fatta o meno.

Ecco io mi sono confrontato con diversi Colleghi, come Danilo Vaccalluzzo, Marco Maltraversi, Emanuele Tolomei, Domenico puzone etc.. giusto per capire se quello che il mio sito sta affrontando è una roba di cui io non mi sto accorgendo.

Bhe purtroppo, nonostante il grosso aiuto e le grandi intuizioni dei miei amici/colleghi, il mio sito continua a perdere traffico in maniera spaventosa.

Allora cosa faccio?

Inizio a mettere mano al codice e smonto letteralmente il mio sito rendendolo del tutto differente persino nella sua navigazione e nelle tassonomie.

il risultato è che sono riuscito ad arrestare la perdita di traffico e ad ottenere il rientro di qualche SERP ma la vera notizia non è qui ma proprio sul fatto che probabilmente la perdita di traffico non è dovuta ad una penalizzazione ma ad un’azione di Google sul suo motore di ricerca, che si ripercuote su diversi siti.

Ecco alcuni screen di siti molto più grandi del mio ma dello stesso settore.

Altri siti, sempre dello stesso settore ma più piccolini del mio:

Questi screen non hanno pattern simili, neanche per il periodo ma hanno una cosa in comune:

Il topic Centrale.

Google in pratica ha iniziato a classificare i siti in maniera differente e molti siti, perfettamente attinenti con le ricerche dei Googler, sono stati sostituiti da altri che non hanno come topic prominente l’argomento oggetto di ricerca.

Sembra una cosa maniacale ma fino ad ora è una delle poche cose che emergono da un’analisi più che profonda che dura già da qualche mese e che non di è ancora fermata.

In questo periodo ho raccolto un’infinità di dati 

Per farti un esempio spicciolo, su alcune query dove il mio sito non compare più, adesso compaiono molti risultati di Google book, di magazine con news etc..

Giusto per farti capire meglio di che si tratta, in una delle SERP dove sono riuscito a riemergere 🙂 ecco chi mi affianca con zero fatica.

Non solo risultati del tutto differenti dall’oggetto della ricerca, ma assolutamente fuori dall’intento di ricerca.

Questa potrebbe essere una falla?

La cosa si fa interessante quando vado a guardare il traffico si un sito che ho realizzato e venduto dopo averlo fatto decollare con le visite.

Il sito, uguale nell’intento di ricerca, quindi stesso argomento, diciamo che ha copiato in maniera abbastanza vistosa il mio modo di portare avanti il posizionamento, quindi alberatura di contenuti, tassonomie e modus operandi.

A questo punto, a rigor di logica, quel sito dvrebbe avere una curva di traffico uguale o simile alla mia, e invece eccola:

A questo punto tu cosa faresti?

Ovviamente stare sempre in allerta con le modifiche dichiarate da Google e con i segnali della community è una buona opportunità per farsi nuove idee, infatti è proprio da un post di Barry Schwartz CEO di Search Engine Roundtable che scopro che John Mueller (Webmaster Trends Analyst di Google) in un video ha suggerito di fare attenzione alle permutazioni, ovvero cercare di posizionare il proprio sito per diverse varienti di key come Key + città o key + servizio etc…

Questo accorgimento mi ha fatto recuperare un po di traffico, infatti dopo aver eliminato proprio quel menù dalle mie pagine, il sito il giorno dopo ha iniziato a prendere un po di traffico, ma la cosa che mi fa più arrabbiare è che il sito di cui ti palavo poco fa e che ho venduto tempo fa, nel suo menù ha ancora proprio questo tipo di URL.

Sarà spazzato via dalle ricerche in breve tempo?

Conclusioni:

Google ha assoluta necessità di avere degli algoritmi che in modo certosino cambiano nel tempo, altrimenti le SERP sarebbero sempre le stesse e la soddisfazione dei Googler crollerebbe nel giro di poco tempo.

Qualche anno fa pensavo che se google rendesse i risultati delle sue SERP randomici, la vita di ogni SEO del pianeta sarebbe messa in crisi nel giro di pochi secondi.

Beh forse non siamo molto lontani da questa visione, magari ha iniziato a testare questo con la famosa Google Dance che ancora oggi ci viene fornita con assoluto zelo da papà Google. grrrrrrr

Ma alla fine, vale sempre la stessa regola!

Se pensi di violare le linee guida di Google beh allora metti subito al riparo, se invece le stai seguendo bene, impara ad allargare il tuo concetto di marketing utilizzando e trasformando il traffico che riesci a prendere dalla SEO in qualcosa di utile per far si che il tuo progetto possa durare nel tempo anche se Google dovesse decidere di farti perdere la visibilità ottenuta.

Alla prossima 🙂

 

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