Molta gente sul web si chiede perché il proprio sito non funziona, non si indicizza o più semplicemente perché non è visibile su Google.

Questo non sono io a dirlo ma è un dato di fatto e a testimonianza di ciò possiamo interpellare proprio Google che grazie ai suoi suggerimenti ci fa capire ogni giorno quali sono le ricerche più frequenti che noi facciamo sul suo motori di ricerca.

Essere visibili su Google La guida essenziale per comprendere cosa e come fare per iniziare 1

Come vedi non sto raccontando frottole, la domanda è molto frequente, solo che le risposte spesso non sono all’altezza della domanda stessa ed ecco perché oggi ho deciso di fare un po di chiarezza su come funziona Google e in che maniera ci mostra le risposte a tutte le nostre domande.

Voglio fare una piccola premessa che ti aiuterà a capire meglio del perché sia necessario seguire i miei consigli e perché certe azioni sono necessarie ed altre un po meno.

Ti farò capire tutto questo in modo molto semplice così da renderti veramente partecipe del processo che Google ha ideato e messo in pratica per donare visibilità ai siti web e fra questi il tuo sito o il sito di un tuo possibile cliente.

Partiamo dall’inizio! Sai cosa è Google?

Google è un’azienda e in quanto azienda deve portare a casa degli introiti altrimenti la baracca si ferma nel giro di pochi minuti.

Molti pensano che Google sia un motore di ricerca, ma in realtà fa molto ma molto di più e anche se siamo abituati ad utilizzare prodotti e servizi che google ci mette a disposizione, non facciamo altro che pensare a lui come un motore di ricerca.

Il navigatore satellitare, le mappe, il sistema operativo del nostro cellulare e ancora, programmi gratuiti come google doc si drive etc… e poi c’è il motore di ricerca dove fornisce risposte.

Questi contenuti: video, immagini, prodotti, mappe, documenti e siti web, vengono da lui indicizzati, classificati e mostrati a chi ne fa domanda.

Google è in mezzo fra chi fa la domanda e chi da la risposta

Ora vorrei farti una domanda, se fossi tu Google cosa faresti?

Ai tuoi utenti mostreresti qualsiasi contenuto pur di dare una risposta oppure daresti la risposta più azzeccata ad ogni singola domanda?

Fermati un attimo, tu hai visto che quando fai delle ricerche, sulla pagina dei risultati ci sono anche dei contenuti che hanno un formato differente?

Ecco quelli sono i contenuti a pagamento e vengono mostrati da Google perchè qualcuno sta pagando per essere li.

Inizi a collegare i puntini? Facciamo un riepilogo

C’è Google che ha classificato tantissimi siti e contenuti, ci sei tu che fai delle domande a Google e vuoi contenuti ottimi e poi c’è chi vuole comparire a tutti i costi su determinate ricerche e per fare questo paga.

A questo punto proviamo a fare un esempio chiarificatore 🙂

Essere visibili su Google La guida essenziale per comprendere cosa e come fare per iniziare 2

Mettiamo che tu stia cercando su Google come imparare a programmare e Google fra i suoi risultati ti mostrasse dei siti di ricette o come programmare il weekend per una serata da leoni.

Ecco a questo punto la tua soddisfazione nell’utilizzarlo crollerebbe e con lei anche la soddisfazione di chi paga per essere presente all’interno di determinate ricerche.

Quindi se Google non corresse ai ripari il suo impero crollerebbe subito e chi s’è visto s’è visto.

Ma per far si che i sui contenuti siano al TOP, Google a chi si deve rivolgere secondo te?

Alla casalinga? al ragioniere, al carpentiere, all’avvocato o a chi realizza i siti e produce contenuti?

Pensaci, per google chi crea siti e contenuti è una manna dal cielo perché se non ci fossero queste persone, Google non avrebbe niente da mostrare ai suoi utenti e non credo che creare contenuti per gli utenti sia contemplato nel suo modello di business.

Ecco perché google nel tempo ha iniziato ad avvicinarsi sempre di più ai SEO fornendo delle risposte attraverso delle risorse molto preziose che ovviamente indicano in modo abbastanza concreto in che maniera il tuo sito deve essere realizzato e quali direttive devi seguire per far si che lui possa capire bene cosa hai inserito e come lo hai fatto.

Per questo ha creato dei canali che i SEO e chiunque realizza siti web, dovrebbe seguire, come i blog dedicati o come le sue linee guida per sviluppatori e SEO .

Inoltre ci sono delle persone che si occupano della qualità delle ricerche che sono a contatto con la community e che chiunque può seguire attraverso i social come @JohnMu

Tutto questo è fantastico, perché da un lato in molti fanno domande su come posizionarsi o perché il proprio sito non sia visibile sulle ricerche, ma dall’altro viene difficile capire persino la differenza tra indicizzazione e posizionato.

Ma non è tutto, infatti Google non si è fermato solo a creare delle linee guida e utilizzare parte del suo personale facendolo interagire con la Community, ma ha creato anche un tool sempre gratuito che collegato al tuo sito riesce a darti dei dati che possono essere per te utili a far analisi al fine di  capire cosa piace ai tuoi utenti, e sto parlando di analytic ma in più ha creato anche Google search console, il tool che ti aiuta a capire se dentro il tuo sito ci sono problemi tecnici che non ne permettono la buona riuscita del progetto.

Già, pensaci un attimo, lui vuole che il sito che realizzi abbia certe cosucce e poi crea un tool per vedere se tu quelle cosucce le hai messe altrimenti ti manda una segnalazione e ti dice che c’è qualcosa che non va.

Questo ovviamente vuol dire che il tuo sito non si posizionerà da nessuna parte e che se dovesse riuscirci, potrebbe avere breve vita.

Spero in questo post di averti dato delle dritte e tu possa aver colto quale sia l’atteggiamento corretto da utilizzare per fare un buon lavoro SEO.

Ti va di addentrarti un po?

Vediamo da vicino come Google effettua la scansione del tuo sito per capire se hai fatto bene certe cose o meno.

Quindi: Abbiamo detto che Google indicizza, classifica e restituisce fra i suoi risultati immagini, video, mappe etc… e siti web.

Essere visibili su Google La guida essenziale per comprendere cosa e come fare per iniziare 3

Ma come avviene il primo contatto? Mi spiego meglio, come fa Google a entrare dentro il tuo sito?

la fase in cui il Google inizia a guardare il tuo sito si chiama scansione e viene effettuato da Google bot o meglio conosciuto come spider ovvero quel software che viene lanciato e che è in gradi di entrare su ogni singola pagina del tuo sito per poi esaminarla, e catalogarla, ovvero inserirla nel suo indice di risultati.

E’ una sorta di robot della giustizia che attraverso degli ordini ben precisi  entra con una certa frequenza su ogni sito web, Ne recupera una quantità di pagine le elabora e le immagazzina.

Gogolebot è molto educato, è stato addestrato da Google in modo da non far collassare il tuo server, si!

infatti ogni richiesta che fa il Google bot sul tuo sito, ruba una piccolissima percentuale di risorse sulla macchina dove è hostato il tuo sito, neanche a dirlo peggiore sarà il tuo spazio web e più il Googlebot si attesterà a scansioare  meno frequentemente il tuo sito, infatti Google ha costruito dei complessi algoritmi che riescono a capire fino a che punto stressare il tuo server con le sue richieste, il suo intento è di sicuro quello di non sovraccaricare il server ma se tu vuoi che il sito sia visitato frequentemente dal Googlebot allora devi avere un signor server altrimenti farai fatica a prescindere a posizionarti sul motore di ricerca.


Non preoccuparti, questo concetto lo vedremo più avanti quando ti parlerò in maniera approfondita della google search console quindi seguimi e iscriviti alla mia newsletter 🙂


Quando si realizza un sito e si mette online, il SEO o il programmatore ha la possibilità di inserire all’interno dello spazio web un file realizzato in xml che ha il compito di dialogare con Google e di indicargli in via preventiva quale sia l’organizzazione del sito web e quindi quali sono i file presenti al suo interno.

Questo file può essere consegnato al google bot così da rendere la sua vita più facile e quindi velocizzare il processo di indicizzazione.

Inoltre  le sitemaps contengono anche i metadati, ovvero informazioni sulle tue pagine web come la data di creazione, la data di ultimo aggiornamento, la frequenza con cui la pagina viene modificata e l’importanza che ha rispetto alle altre pagine.

Google è comunque in grado di intercettare il tuo sito web e di scansioarlo anche senza sitemap ma per farlo avrà vita un po più difficile.

Goglebot si muove attraverso i link, ovvero attraverso i collegamenti che inserisci all’interno del tuo sito web. per esempio, in una visione molto semplice di alberatura di contenuti, con home, categoria e articoli, a google basterà entrare sulla home per poi dai link presenti passare alle categorie e successivamente agli articoli presenti all’interno delle categorie.

Questo succede anche dall’esterno, ovvero se il tuo sito viene linkato da una pagine che risiede su un’altro sito e se questa pagina è visitata spesso dal Googlebot, lui troverà il tuo sito e ne seguirà l’indicizzazione a meno che sul tuo sito non ci sia un messaggio ben chiaro che gli indica che non deve essere indicizzato, in più se il tuo sito è di grandi dimensioni la sitempa diventa molto importante anche se è sempre a discrezione dell’algoritmo la sua scansione o indicizzazione.

Parliamoci chiaro, se Google si mette in testa di non considerare il tuo sito, non sarà mai visibile.

Ovviamente su ogni sito è possibile capire se Googlebot è passato, l’importante è avere accesso ai file di log ovvero un file di testo presente sul server che registra tutti gli accessi fatti dall’esterno al tuo sito.

Ci sei ancora? Fai un bel respiro che stiamo per finire 🙂

Abbiamo detto che Possiamo dire a Google di non indicizzare le nostre pagine o alcune delle nostre pagine, questo lo possiamo fare attraverso un altro file chiamato robots.txt che è presente su tutti i siti e che è il primo file che Googlebot scarica e guarda, se li dentro noi inseriamo l’istruzione che dirà a Gogole di non indicizzare, lui entrerà lo stesso ma non inserirà il contenuto delle tue pagine sul motore di ricerca.

Sul file robots puoi scrivere istruzioni anche per altri bot non solo per quello di Google o anche per determinati bot di Google come quello che si occupa di indicizzare le immagini.

Le istruzioni che vengono date al robots in sostanza vengono composte da alcuni elementi, ogni elemento va scritto con la lettera maiuscola e va seguito dai due punti e se ne scrive uno per riga.

Per esempio se volessimo dire a tutti i bot che visitano il nostro sito che la cartellina CIAO non deve essere indicizzata, ma tutto il resto si, allora all’interno del nostro robots.txt dovremmo scrivere

User-agent:* che sta ad indicare che tutti i robot possono accedere al sito

Disallow: /CIAO

Che sta ad indicare di non leggere la cartellina CIAO

Se volessi bloccare tutto i lsito dovresti scirvere

Disallow: /

Solo una pagina

Disallow: /file.html

Per esempio potremmo dire solo al Googlebot di non indicizzare tutti i file di tipo pdf

Quindi scriveremmo

User-agent: Googlebot

Disallow: /*.pdf$

Esistono  anche un altri metodi per bloccare i motori ricerca come il tag noindex o un altro ancora più nascosto,  ma è un po più complesso perché si parla di intestazioni http e di file .htaccess un altro file molto importante che risiede all’interno del server e che lato SEO per noi può fare miracoli.

Questo argomento lo vedremo sicuramente più avanti perchè credo abbia bisogni di più approfondimenti.

Ora che sai come Google scansiona ed indicizza, è bene che tu sappia anche come fa a restituire i dati ovvero a restituire i famosi documenti, video, immagini e siti a noi che facciamo ricerche su Google che da ora in poi chiameremo Query.

Quando facciamo una query su Google lui ci risponde con una pagina piena di risultati ed elementi talvolta differenti, questa pagina di risultati si chiama SEARCH ENGINE RESULT PAGE e da ora in poi la chiameremo con il suo acronimo ovvero SERP.

Bene a questo punto credo di aver fatto una buona panoramica su come funziona il motore di ricerca e su quale sia l’atteggiamento corretto da utilizzare per fare un buon lavoro sul we.

Al prossimo post. 🙂

 

 

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