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Quante domande ti fai solitamente prima di affrontare un nuovo insediamento in SERP? Intendo proprio mentre stai per scrivere il tuo post sul tuo blog per conquistare la visibilità che meriti. 🙂

Se la tua risposta comprende un numero pari ad infinito, benvenuto nel team 🙂

Si!

Anche io mi faccio un sacco di domande, ma questo lo vedo come un grandissimo vantaggio, perché insieme alle domande cerco anche delle risposte e questo atteggiamento all’interno del panorama SEO ti da la possibilità di crescere tanto.

Tra le mille domande che ti poni quando scrivi un testo, un editoriale o un pillar, ti chiedi mai quanto deve essere lungo un  per performare su Google?

Ecco, questa è la domanda a cui oggi vorrei dare una risposta, ma per farlo ho bisogno della tua attenzione assoluta.

Ma solo dopo aver visto perchè hai bisogno di scrivere post continuamente 🙂 

Sei pronto?

Tutto nasce da un dilemma enorme:

devo creare più contenuti possibili per far si che il mio pubblico mi segua e non si dimentichi di me, ma di contro, per far fronte ai molteplici post da inserire, non posso di certo fare dei contenuti, come dire, striminziti e privi di informazioni concrete.

Fare del contenuto piccolo e frequente, vorrebbe dire non affrontare nel modo corretto un argomento, piuttosto, far fronte alle esigenze di posizionamento e di traffico che abbiamo in testa.

Ma…

Sappiamo benissimo che più contenuti pubblichiamo, più probabilità avremo di essere presenti su Google per le più disparate ricerche, però fare contenuti lunghi e rispondere alle mille richieste degli utenti è praticamente impossibile per una sola persona.

La cosa si fa sempre più difficile!

C’è un’altra cosa da valutare, quando fai un contenuto lungo e strutturato, ti mostri alla tua audience come un esperto, come uno che sa di cosa sta parlando, come un vero professionista con mota esperienza.

Se fai un contenuto breve invece provochi l’effetto contrario, anche se ci sono molti esperti che grazie alla loro autorevolezza riescono a pubblicare tanti contenuti brevi, ma quello è un altro paio di maniche.

A proposito dei contenuti lunghi, in questo articolo vedremo come ci pososno davvero aiutare a raggiungere il nostro obiettivo:la visibilità su Google.

Perché è necessario creare contenuti lunghi e profondi

In effetti però oltre ad aiutarci a rankare, il contenuto lungo può anche aiutarci a convertire.

Iniziamo la nostra piccola analisi 🙂

In uno studio che ho trovato sul sito signalvnoise.com si evince infatti che in alcuni casi il contenuto più lungo converte di più.

Questo screen riflette solo una parte del test, dove vengono messe a confronto due pagine con testo prevalente.

Se è quindi vero che il testo lungo converte di più e in qualche modo si posiziona meglio, è anche vero che lato “mobile” non credo sia la scelta migliore.

Infatti l’utenza mobile non so fino a che punto ha la pazienza di scrollare una pagina di 5mila parole per leggere un articolo.

Comunque, che sia da SEO o da ADV, il nostro obiettivo di posizionamento è fare vendite o lead giusto?

beh allora questo studi dovrebbero farti drizzare le antenne:

Curata, ha realizzato uno studio dove si evince che i contenuti più lunghi all’interno del loro blog, performano molto meglio rispetto ad altro tipo di contenuto più breve, in genere riescono a fare 7 volte più lead.

Spaventoso vero?

ma non è tutto, infatti il contenuto più lungo, con le dovute accortezze, aumenterà il tempo di visualizzazione di pagina così da dare un forte segnale a Google.

So che stai per chiederti questo:

Ma quanto deve essere lungo un post?

Ti farà piacere leggere questo studio di Medium dove esaminando i dati in loro possesso rispetto alla loro utenza.

Hanno riscontrato che un post diventa performante quando il lettore ci sta in media 7 minuti che corrisponderebbe a circa 1600 parole.

Contento? 🙂

Un altro fattore da tenere bene a mente è che in media un contenuto più lungo e quindi più profondo, ha delle possibilità maggiori di essere condiviso, sia tramite i social che tramite segnalazione su siti e blog.

Il post lungo da, sin da subito l’apparenza di essere autorevole.

Leggo sul web che anche David Ogilvy (pubblicigtario) nel suo libro Ogilvy on Advertising afferma che un testo più lungo è in gradi di vendere di più rispetto ad uno più corto, perché trasmettono l’idea che tu abbia qualcosa di importante da dire.

Ma anche Noah kogan, fondatore di bazzsumo, ha rivelato che un contenuto più lungo di 3000 parole è più facilmente condiviso dalla tua audience.

Ovviamente insieme ad altri fattori come immagini contenute nel post etc..

 E per la SEO?

Ritorniamo sui nostri passi e anche se l’argomento COPY, come ben sai mi affascina moltissimo, vorrei rimanere focalizzato sulla SEO, almeno per ora.

Già nel 2012, un post sul blog di serpiq mette in relazione il contenuto lungo con il posizionamento ottenuto, e da questo grafico puoi capire bene quanto per Google sia importante questo parametro.

In questo grafico invece puoi vedere come wordstream ha cambiato il suo andamento su analytics in base alla durata media delle visite.

Semplicemente implementando all’interno della loro strategia di comunicazione, il contenuto più lungo

E per i lINK?

Neil Patel ci viene in aiuto con un grafico schiacciante che dimostra come il contenuto lungo performa anche nelle attività di ricezione naturale di link.

Ma Hub Spot  è andato anche oltre.

In un suo studio fatto su 6.192 post sul loro blog, hanno identificato quale sia la correlazione tra condivisioni e link ricevuti.

In particolare hanno guardato queste metriche:

  • Il titolo dell’articolo
  • Il numero di parole nel titolo
  • Il numero di parole nell’articolo
  • L’autore
  • Il numero di visualizzazioni complessive
  • Il numero di visite di ricerca organiche (tra il 1 ° maggio 2015 e il 31 luglio 2015)
  • L’argomento  dell’articolo
  • Il numero di link esterni a quell’URL
  • Il numero di singoli domini che collegano a quell’URL
  • Il punteggio dell’autorità di pagina
  • Il numero di Tweet, Google + 1s, Mi piace di Facebook, condivisioni di LinkedIn, pin di Pinterest e quote sociali totali

Puoi leggere l’intero studio condotto nel 2015 sul blog di hub spot.

Qui però è d’obbligo inserire questo screen, dove si evince che gli articoli fra 225 e 2500 parole ricevono più traffico organico.

ed in questo invece, vediamo che gli articoli con più di 2500 parole sono quelli che ricevono più backlink naturali.

Ma non è tutto perché viperchil ha identificato anche un pattern rispetto al settore in cui il contenuto vuole rankare.

In pratica in merito al settore, il contenuto per posizionarsi deve essere più o meno lungo, come da screen:

Wow! Sei ancora tutto intero?

Direi che le informazioni che ti ho dato sono oro colato sei d’accordo?

Allora facendo un breve riepilogo, abbiamo visto che gli articoli lunghi ci aiutano in almeno 10 cose.

10 motivi per cui è bene scrivere articoli lunghi e profondi

  1. Generano più Leads
  2. Aumentano il tempo di permanenza sulla pagina
  3. Risponede a molte più domande rispetto ad un contenuto corto
  4. Fornisce al motore di ricerca una quantità maggiore di parole e termini da metchare per il posizionamento.
  5. Aumentano la possibilità di ricevere BackLink naturali
  6. Appaiono agli occhi degli utenti come autorevoli
  7. Aumentano il tasso di conversione
  8. Ti fanno distinguere in mezzo alla concorrenza
  9. E’ destinato a diventare un articolo che si posiziona per un periodo più lungo rispetto agli articoli piccoli
  10. Può dare spinta ad articoli dello stesso argomento che ampliano la visione di insieme o che approfondiscono una tematica particolarmente inerente.

Conlcusioni:

A questo punto del post posso tirare le mie conclusioni e i miei pensieri.

Onestamente penso che creare contenuti lunghi e profondi è molto complesso e se una volta riuscivi a rankare con poche parole scritte, oggi la cosa non è più fattibile.

Il contenuto lungo è un buon metodo per differenziare il tuo progetti rispetto a quello di altri blogger che, una volta individuata una key scrivano 4 righe messe in croce.

Inoltre penso seriamente che i contenuti lunghi sono poco performanti da smartphone e che o prima o poi ne vedremo delle belle.

La considerazione finle però è che Google pian piano, con le sue modifiche all’algoritmo e con la sua strategia silente, ha indotto tutti SEO a professare contenuti di qualità piuttosto che lo SPAM o contenuto inutile e questo è un grande passo avanti per tutti.

A proposito, questo post è lungo quasi 1400 parole, quindi se ti va puoi linkarlo sul tuo blog o condividerlo su facebookhahaha 🙂

Alla prossima 🙂

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