SEO: cosa vuol dire PBN e come si crea

SEO: cosa vuol dire PBN e come si crea

Preparati perché questo post contiene informazioni che cambieranno la tua giornata.

La SEO è un oscuro vaso dove si tengono dei segreti che in pochi  rivelano fino in fondo.

Ci sono dei trucchi o delle "cosette" che molti SEO fanno ma non raccontano fino in fondo.

Ti spiego meglio 🙂

Vedo spesso, sui gruppi Facebook, condividere screen analytics con picchi di traffico in salita spesso attribuiti ad un lavoro di back link fatto su un personale network di siti.

Questo produce, in chi segue il post, delle reazioni molto diverse, c'è chi è invidioso, chi non ci crede e chi vorrebbe sapere il trucco... ma nel 100% dei casi non viene spiegato.

Ovviamente fra le persone che inseriscono questi screen ci sono dei grandi porfessionisti e di certo non mi riferisco a loro, che per altro danno la possibilità, dietro compenso, di utilizzare il loro network personale o meglio PBN.

ATTENZIONE! Le pratiche elencate in questo post sono assolutamente contro le linee guida di papà Google. Il post è stato scritto per puro uso didattico e per la condivisione di una delle strategie SEO più diffuse.

Ma cosa sono di preciso questi PBN e perché dicono che sono molto utili?

PBN è un acronimo che sta per Private blog network ovvero una rete di blog privati spesso utilizzati dai SEO per promuovere o meglio, per spingere sulle SERP i loro progetti.

Questo succede da anni e anni, solo che in questo periodo vanno di gran moda e chi, grazie ai SEO di vecchia data, è riuscito a creare il suo network millanta di aver pescato il pesce più grande del mondo. heheheh

Ovviamente non è ora tutto quello che luccica e con questo post oltre a spiegarti come si crea un network voglio darti anche le migliori informazioni per riuscire a capire se un network già esistente è buono o no!

Qualche anno fa avrei pagato oro per leggere un post come questo, perché le informazioni che leggerai con un po di fortuna, ti daranno la possibilità di far crescere a dismisura i tuoi siti/progetti sull'organico.

Queste sono le stesse informazioni che troveresti in un mega corso su come creare un PBN e come gestirlo.

  • PBN da domini scaduti​
  • PBN su siti 2.0
  • PBN su siti auto generati con tecniche di scraping
  • PBN reali su siti curati pian piano nel tempo
  • PBN su domini di terzo livello

Da dove parte tutto?

l'idea di creare dei network privati, nasce dall'esperienza dei SEO di tutto il mondo che hanno capito in che maniera i link influiscono sul posizionamento organico di un sito web.

Si parla ovviamente di link building e a tal proposito, potrebbe tornarti utile guardare un mio intervento alla SEO apocalisse del 2012, (si proprio quando stava per finire il mondo) dove parlo di link building e spiego perché servono i link. 

PS, probabilmente guardando questo mio video condiviso da Davide Pozzi sul suo canale  youtube anche a te verrà il mal di testa per il mio continuo muovermi. Non volermi  del male 🙂 

Avere link spontanei in ingresso sul tuo sito non è di certo una cosa semplice, anzi direi che allo stato attuale è praticamente impossibile, probabilmente qualcuno penserà che nulla è impossibile ma sicuramente non è facile.

Il vero problema è che con tutti questi algoritmi e con tutte queste penalizzazioni, la gente ha paura a mettere link in uscita e questo ovviamente è un gravissimo errore perché i link sono la base del web.

Sarei curioso di sapere cosa ne pensa Tim Berners-LeeRobert Cailliau ripensando a quando inventarono il www o meglio World Wide Web.

Si certo adesso c'è il rel="nofollow" ma chi scrive su un blog spesso neanche lo conosce 🙁

Nel frattempo sui social si condividono immagini carine che la sanno lunga su quanto sia difficile accaparrarsi un link spontaneo 🙂

Fatta questa doverosa premessa sul potere dei link e su quanto sia difficile riceverli, possiamo introdurre il concetto di PBN.

I PBN nascono proprio per far fronte alle molteplici richieste di link.

E' molto più semplice creare dei blog personali sui quali mettere link che chiederli utilizzando il modulo contatti dei siti web per poi ricevere un no o un preventivo troppo alto.

Ecco il domandone che sono sicuro ti starai facendo è:

Ma i PBN funzionano davvero?

La risposta è ASSOLUTAMENTE SI!

anche nel post dove ho intervistato 27 SEO Italiani, si evince che in molti la utilizzano e cavolo se funzionano!

Anche io ho voglia di condividere uno screen di un sito che ho portato avanti solo con l'ausilio dei PBN.

Se guardi il range di tempo, ti renderai conto che non solo funzionano ma se utilizzati nel modo corretto durano anche nel tempo.​

Perché è così utile creare i PBN?

​Attraverso i network privati di blog, è possibile avere un controllo totale sui link presenti all'interno del dominio, questo vuol dire che sarà possibile modificare, creare o cancellare qualsiasi tipo di dato in base a come, il tuo sito,  reagisce sulle SERP.

Avere il controllo vuol dire che puoi inserire i link su qualsiasi ancora, che puoi modificarli o addirittura cancellarli immediatamente nel caso quel link diventi dannoso.

Tutto questo per un SEO è assolutamente una manna dal cielo.

Immagina, infatti,  di aver comprato 100 link di "qualità" per un tuo sito per poi scoprire che Google in qualche modo  li ha filtrati recando addirittura un inversione di rotta sul tuo posizionamento. L'unica cosa che potresti fare sarebbe contattare ogni singolo gestore per chiederne la rimozione con annessi tempi biblici.

Con il tuo network personale questo lo gestisci in casa e non hai alcun problema. Inizia a percepirne la potenza incredibile!

Ma Google non vuole che si creano PBN è vero?​

Certo che no! e non possiamo di certo biasimarlo. Google ha da sempre cercato di combattere lo SPAM ma purtroppo le modalità con cui i SEO dal cappello nero intervengono per manipolare i suoi risultati sono veramente infinite.

Partendo dall'assunto che Google ancora oggi da un grandissimo peso ai link che riceve un sito web per poi posizionarlo all'interno dei suoi risultati, a noi basta crearli! 

Fin qui mi segui?

I siti che piacciono a Google, sono di un certo tipo e hanno delle caratteristiche che un PBN ROZZO non potrebbe mai avere, quindi se riesci a realizzare un network come piace a Google, hai fatto bingo! 

Un tempo questi network era facilissimo crearli!

Bastava registrarsi in mille mila piattaforme di blogging come blogspot, WordPress, Tumblr etc... e realizzare pagine su pagine con articoli di dubbia qualità ma con un link in uscita che puntava dritto alle tue di pagine.

Più ne avevi e più eri il capo del uèb 🙂 puoi approfondire su questo articolo la tecnica web 2.0 in pratica si otteneva uno schema link di questo livello 🙁

Su Tumblr si può puntare anche un dominio personale!

Adesso una tecnica del genere è veramente obsoleta anche se ci sono super SEO che asseriscono che in certi settori ancora la cosa funge alla grande! 
Adesso per esempio per quanto riguarda la costruzione dello schema siamo più vicini ad una cosa del genere

Ma procediamo nel nostro viaggio dentro i network di siti privati.

Come si crea un network di siti PBN?

​Nella maggior parte dei casi i network di blog vengono creati su domini scaduti.

Ciò vuol dire che il sito aveva un proprietario e che durante la sua vita ha creato dei rapporti con il web ricevendo link e guadagnando trust.

Quando si parla di domini scaduti si pensa subito ad un webmaster che ha mandato in penalizzazione il suo sito o che aveva fatto un brutto lavoro o ancora che quel dominio era sfigato, un po come accade per le case quando dicono che sono stregate.

Ma non funziona in questo modo.

Al mondo ci sono innumerevoli gestori di siti che dopo un anno o anche più anno abbandonano il progetto, vuoi perché quel progetto aveva terminato il suo periodo di esistenza o perché il proprietario si era semplicemente stancato di lavorarci.

Ance io ho abbondonato diversi siti e la cosa bella è che poi li hanno ricomprati amici e colleghi hahahahah

Si infatti la cosa bella è che questi domini con un po di fortuna possono essere acquistati ad un prezzo bassissimo. 

In Italia il NIC pubblica costantemente la lista dei domini che stanno per scadere e che puoi trovare a questo indirizzo.

Ognuno di qui dominii ha una sua storia alle su spalle, una sua vita passata e delle vicende da raccontare,  gode di un profumo particolare che solo alcuni esperti sanno captare. E' proprio nel momento in cui quell'odore incredibile arriva fino alle tempie che nel professionista SEO avviene una connessione incredibile che indice, anche senza volerlo, a mettere nel carrello il dominio e comprarlo.

Ovviamente questa è solo la punta di un immenso iceberg ma che pian piano riusciremo a visionare in tutta la sua maestosità.​

Tornando a noi, ma cosa esattamente che scatta nella testa dei SEO di tutto il mondo quando acquistano un dominio?

Come valutare un dominio e per quale motivo comprarlo​

Altro domandone, quando decidi di comprare o acquisire un dominio, come si fa a capire se è buono o meno?

Andiamo per ordine:
La maggior parte dei SEO quando decide di utilizzare un sito per fare link, si basa su dei parametri standard, come il DA il PA

(potrebbe tornarti utile leggere l'articolo che ho scritto qui per yourinspirationweb)

ma ci sono molte più cose da guardare come:

    • Il numero di back link
    • Il numero di indirizzi IP unici
    • Il testo di ancoraggio con cui è stato linkato
    • l tag title contenuti nei link
    • Se ha link in ingresso creati su immagini
    • Se i link sono che riceve sono attinenti all'argomento che voglio trattare
    • Se il sito aveva un focus preciso es: arte, cultura, benessere etc...
    • La quantità di link con attributo nofollow o meno
    • Se il sito è stato già utilizzato in un'altro PBN
    • Se il sito conteneva SPAM
    • Se è stoto vittima di penalizzazione

Ovviamente per fare le cose per bene, le stesse cose che hai visto sul dominio che vuoi acquisire, le dovresti fare sui domini che lo lincano. Più questi sono attendibili e di valore e più il sito che stai per acquistare è una bomba.

Voglio dire, se il sito che prendi ha dei link in ingresso da parte di panoramahuffington post non è lo stesso che avere link da un sito scognito e con poco valore come potrebbe essere un network creato su sito 2.0 mi segui?

Per fare questi controlli, strumenti come href o majestic ti vengono sicuramente in aiuto​, facciamo un esempio.

Mettiamo che il sito blog.tagliaerbe.com sia scaduto (sto ipotizzando l'impossibile hahah) cediamo quali sono i parametri attraverso Majestic

In questo caso partiamo alla grande 🙂 con un TF di 39 e un CF di 34
ma passiamo al profilo BackLink che è quello che ci interessa  di più, da una prima analisi possiamo subito notare che i siti che lo linkano hanno, per la maggiore, al loro interno articoli inerenti al web marketing, al social e alla SEO quindi se il nostro intento fosse quello di spingere il sito MarcoSalvo.it sarebbe perfetto acquistarlo.

Un'altra cosa che salta all'occhi è che ci sono parecchi siti che posseggono Rank Alexa e come vedi non sono tutti che lo hanno.

ma ora vediamo se le chiavi che lo linkano contengono spam o meno

Quando si fanno queste analisi sui domini in scadenza, bisogna andare velocissimi perché in un altro punto del globo c'è una persona che come te vuole raggiungere obietti in SERP che sta facendo la stessa cosa tua quindi ogni minuto è assolutamente prezioso.

A questo punto dell'analisi direi che il sito gode di ottima salute non ha SPAM i siti che lo liknao sono ottimi e l'argomento del sito è perfettamente attinente al mio.

ma prima di dare l'ok definitivo (stiamo supponendo che il sito è scaduto ricordi? quindi non potrei vedere in alcun modo il contenuto) proviamo a vedere cosa c'era dentro il sito e quindi facciamo un chek su web archive e controlliamo se il sito è stato vittima di akeraggio o se proponeva articoli di scarso valore o copiati o ancora peggio provenienti da attività di scraping.


Ovviamente non potevamo che trovare contenuto a tema e perfettamente curato, ma questo non potevamo saperlo 🙂

Lo stesso procedimento potresti farlo per capire se acquistare link da quel sito o meno, ma è chiaro che su un sito PBN metti tutti i link che vuoi mentre su un sito del genere un link lo paghi a caro prezzo.

Dove posso comprare domini scaduti oltre che sul NIC?​

​Oltre al NIC o a siti che estrapolano liste di siti già scaduti e non ancora comprati, puoi utilizzare i vari servizi di BackOrder, ovvero si occupano di prendere il domini proprio quando scade per te, ovviamente dietro compenso 🙂 Ecco una piccola lista che può tornarti utile. Non chiedermi se li ho utilizzati tutti perché la risposta è no 🙂

​Ma dopo che finalmente ho comprato i domini? Ci sono altre cose da sapere?

Abbiamo detto che per creare una rete di blog da utilizzare per spingere altri siti, si devono tenere a mente delle regole precise in modo da non far apparire quel dominio come un sito SPAM.

Certamente dobbiamo fare attenzione a queste cose:

Partiamo da questo: Come vedi noi in pochi secondi abbiamo effettuato delle ricerche su un dominio per capire se è buono o meno, immagina Google quanti parametri può tirare fuori da ogni dominio e immagina anche in quanti micro secondi può riuscire a fare dei controlli incrociati.

Adesso facciamo che tu hai comprato 25 siti e hai creato un PBN con in contro pacchi 🙂 Certamente la soluzione meno carina sarebbe quella di metterli tutti su un unico server quindi con un solo indirizzo IP. 

Questo sarebbe un campanellino di allarme molto grosso, Google si chiederebbe subito: perché questo sito riceve link da un solo IP? Ecco che la penalizzazione è dietro l'angolo, ma non finisce qui, infatti facendo un controllo più approfondito potrebbe anche vedere che tutti i siti sono intestati alla stessa persona e TAC! il gioco è fatto.

Ultimamente ci sono anche piccole cose che fanno la differenza all'interno di un PBN come la presenza di un modulo contatti, di una pagina che fa vedere chiaramente chi ci sta dietro il sito e ancora un numero di Partita IVA e un'ottimizzazione lato on-page di un certo livello.

Oltre questo sarebbe carino avere dei contenuti di alta qualità e non solo parole messe un dietro l'altra solo per poter mettere un link in uscita.​

16 consigli utili per creare la tua rete di blog  

  • Non creare PBN tutte sullo stesso IP
  • Cerca di avere un IP dedicato per ogni sito in PBN
  • Non intestare i domini ad una sola persona
  • Ottimizza il più possibile il tuo sito PBN
  • Utilizza dati veri come PArtita IVa etc..
  • Non utilzzare lo stesso UA di nalytics
  • Non Utilizzare Codici ricondicibili ad una sola persona come Adsense 
  • Se possibile, non utilizzare Hosting dedicati alla creazione di PBN 
  • Cerca di differenziare tutti i siti all'interno del network per grafica e contenuti
  • Non clonare le installazioni anzi se vuoi utilizza questo per creare siti con plugin WordPress diversi
  • Utilizza belel immagini all'interno degli articoli
  • Cerca di non far apparire i siti come domini abbandonati
  • Cerca di verticalizzare il più possibile i siti all'interno del network
  • Inserire la pagina di privacy policy
  • Fai si che ci siano commenti sui post
  • Non linkare solo il tuo sito dentro gli articoli ma linka anche siti attinenti all'argomento del post

E' corretto avere PBN multipli a più livelli?​

Beh non vi è nulla che ​ci impedisce di creare molteplici livelli di PBN, come hai visto negli screen precedenti, è possibile creare diversi schemi di link ma quello che ho imparato negli anni è che le cose ripetitve per le quali si può individuare un pattern ben preciso, almeno per i link, non funziona nel lungo termina.

Un PBN rimane in piedi se riesce ad essere naturale in tutto e per tutto! Quindi anche i link in uscita devono essere naturali, per esempio se ogni articolo contiene un solo link in uscita, sicuramente non è un comportamento naturale no? Conosci dei blogger che in ogni articolo citano una sola fonte? IO NO!

Anche le ancore che utilizzi per linkare i siti devono essere naturali, deve apparire come un approfondimento del testo, come un'estensione del discorso che stai facendo e che il lettore sta leggendo​. 

​Io in passato ho creato dei gruppi con diverse persone, ogni con un interesse comune: avere blog sui quali mettere link.

Ad oggi partecipo a diversi network con più di 200 e ogni network ha le sue regole. A dirti la verità non utilizzo tutti i siti, infatti anche dentro questi network molti non mi piacciono ma c'è sempre qualcosa di buono e se tutto viene alimentato nel modo giusto, non avrai mai problemi di penalizzazione o filtri particolari da parte di papà Google. 

Aiutami a diffondere queste informazioni :)​
Se ti è piaciuto l'articolo, condividilo sul tuo social preferito. Te ne sarei grato!

12 COMMENTS

  1. Ciao Marco, le PBN sono costose. In principio è allettante pensare a costruirsi una rete di siti di proprietà per poter essere da un lato più esposti e visibili e dall’altro riuscire a migliorare il posizionamento dei principali tier sfruttando i link provenienti dalle basi.
    Il problema è che le PBN richiedono molto tempo e in alcuni casi delle vere e proprie squadre di lavoro.
    Oltre a chiedersi se è giusto che Google le vieti, (il discorso richiederebbe tempo e non mi sembra il caso di entrare in merito), a mio avviso, ci sarebbe da chiedersi quando è il caso di realizzarle.
    Se il nostro scopo è posizionare al meglio un sito, molto probabilmente è più economica un’attività di link building. Risparmi tempo, tanto tempo.
    Se però pensi di poter anche rivendere link, allora la PBN diventa un business in cui devi dedicare intere giornate di produzione, analisi, e sviluppo.
    Certo su mercati molto competitivi, può aver senso pensare alla creazione di PBN, ma in questo caso siamo di fronte a persone che hanno un’unica attività alle spalle.
    Ciao Mirko

    • Un alleanza è quello che serve!
      Anni fa, quando ancora si faceva solo article marketing, creai un gruppo su Facebook dove diversi SEO condividevano uno o più siti così da poter mettere articoli e link. Una roba privata ma curata.

      Ad oggi di questi gruppi ne sono stati creati a decine anche del tutto verticali.

      Se ci si unisce le cose sono molto più semplici e meno costose. Se io e tu condividiamo 3 siti a testa, improvvisamente a parità di sforzo economico avremmo il doppio dei siti 🙂 La potenza delle alleanze è senza confini!

      • Sono un amante delle alleanze, delle cooperative, dei consorzi e delle comunità di aiuto reciproco. Leggevo recentemente qualcuno che diceva: “in internet vige più che dalle altre parti la legge della reciprocità, se io do qualcosa a te, tu dai qualcosa a me” Mi spiace non ricordare la fonte ma solo il contenuto.
        Forse invece Google è un po’ meno contento di questi soggetti che cercano di agevolarsi in questo modo 🙂

        • Se i PBN offrono valore Google sarà più che contento di riceverli all’interno delle su SERP, il problema è quando si avvicinano tremendamente allo SPAM.

          Teniamoci in contatto 🙂

  2. Ciao Marco,
    sei sempre un Guru per me, I tuoi corsi e le tue lezioni (ci siamo più volte visti agli eventi organizzati) sono sempre fonte preziosa x approfondire gli argomenti della materia che più mi interessa nel web, appunto la SEO e l’affiliation marketing. Quello che vorrei sottoporti è un quesito spero utile per chi legga. Si parla sempre di condividere gli sforzi verso un obiettivo comune. Quello delle PBN è un settore estremamente di nicchia dove solo i grandi GURU sono ben accetti. Come si può diventare parte di una PBN performante, come le tua? Quali sono le referenze che bisogna mostrare x poter collaborare sinergicamente?

    • Ciao Francesco,

      Grazie mille per le belle parole, ne sono lusingato.

      Di solito i network di blog nascono dalla fiducia che ogni blogger ha nei confronti di chi partecipa.

      Questo succede perché se decidi di mettere a disposizione dei blog, poi devi mantenerli nel tempo, quindi fare aggiornamento, rinnovare il dominio, creare contenuti, fare attenzione all spam e via dicendo.

      Direi che i PBN non sono affatto per i guru ma solo per chi ha voglia di condividere e accetta le regole che il gruppo sarà in grado di inserire. So che non è facile e stare dietro a tutti i siti è un manicomio hahahah

      Nei casi di grossi network è sicuramente preferibile avere delle persone che monitorano la pubblicazione dei contenuti ed il rispetto delle regole.

      Teniamoci in contatto, magari più in la potremmo provare a farne una a scopo formativo. Che ne pensi?

  3. Assolutamente,
    hai il mio contatto, io purtroppo non ho la tua mail diretta..ma sono pronto a proporti un paio di siti che aggiorno sempre che potrebbero servire allo scopo..se vuoi te li comunico
    Grande Marco, poter collaborare con te sarebbe un onore!

  4. Ciao Marco, innanzitutto complimenti per l’articolo, è difficile trovare SEO che raccontino certe cose 🙂 Io nel mio piccolo ho realizzato 4 network, di cui due vengono aggiornati spesso, invece gli altri due meno. Il vero problema, come dici tu, è che bisogna stargli dietro e non è facile avendo diversi lavori da portare a termine. Penso che questi network, col passare del tempo aumenteranno sempre di più e prima o poi verranno penalizzati, soprattutto se non curati nei minimi dettagli. Alla fine dei conti è come realizzare un sito ex nove per un cliente e curarlo nella SEO. 🙂 Beh se per caso avessi bisogno di qualche network fammi un fischio 🙂

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