Recupero penalizzazione Il caso studio di Maseifuori

Recupero penalizzazione Il caso studio di Maseifuori

La situazione sembrava davvero irrecuperabile, mi sentivo veramente in uno stato di limbo come se Google avesse messo il mio sito in quarantena, ma con un po di pazienza e con i dovuti accorgimenti il traffico organico del sito è risalito alla grande.

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Ti spiego cosa è successo:

Da mesi uno dei miei siti non voleva più saperne di tornare a galla, Infatti dopo un periodo di crescita naturale e costante sui risultati organici, ho iniziato a notare una lenta e graduale scalata verso il basso fino a raggiungere una situazione di stallo che attestava le visite del sito a 100 massimo 150 al giorno.

Sto parlando di Maseifuori.it un blog nato per gioco e per la mia voglia di condividere stranezze e curiosità dalla rete e ma che ha conquistato il pubblico con la sua educazione e spontaneità.

Ti do qualche anticipazione per focalizzare un po meglio la situazione:

Il sito nasce più o meno nel 2008 in una versione realizzata in HTML che poi dopo poco tempo h migrato su WordPress per una serie di motivi.

Nella versione in html il sito in breve tempo faceva circa 700 visite giornaliere e la crescita giornaliera era continuata, fino a quando non ho deciso di fare dei piccoli esperimenti come:

  • Scrape da altri siti
  • Aggregazione contenuti per news da siti esterni
  • Installazioni aggiuntive di WP su sottocartelle con script vari
  • Posizionamento forzato su Google sfruttando il trust del sito

Inizialmente la strategia mi aveva premiato posizionando alcune pagine con chiavi secche del tipo “iphone 5”  ma a lungo andare la macchina posiziona tutto ha perso il controllo e il traffico è cominciato a calare in maniera lenta e puntuale.

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La versione realizzata in WP era decisamente sovra ottimizzate e lasciava intendere in maniera anche grossolana che lo spam a livello on page era abbastanza architettato poi mettici in conto un po di siti che hanno iniziato a riproporre i miei contenuti ed il piatto è servito.

#0 Fase zero

 

 

Prima di iniziare qualsiasi intervento ho aggiornato la piattaforma WordPress ed i suoi plugin all’ultima versione, disattivato e cancellato dal server quelli inutili o superflui in più ho “sconfessato” i link in entrata sul sito che non erano proprio belli.

Ti spiego perché: Purtroppo i plugin realizzati per WordPress hanno spesso dei piccoli bug che a volte permettono ai mal intenzionati di entrare sul nostro server a fare ciò che desiderano o di scrivere dentro il DB.

Tenere aggiornati i plugin ed il tema in utilizzo è un obbligo in oltre è veramente inutile tenere plugin dentro l’installazione se non vengono utilizzati.

#1 Fase uno

 

 

La prima cosa che ho fatto per vedere se il sito riprendesse la sua crescita naturale, fu la link building, in pratica ho inserito link su altri siti e blog in giro per la rete, che puntavano al mio sito così da far vedere a Google che la “blogo sfera” parlava di me e di conseguenza permettergli di rivalutare la qualità del mio sito.

Inutile dire che la mossa non ha suscitato nessun effetto positivo ma neanche negativo.

A questo punto dovevo per forza di cose, vedere come ed in che maniera avevo organizzato i contenuto del sito così da eliminare tutto ciò che poteva dar fastidio a Papà Google

Ti spiego perchè: Questi passaggi li ho già applicati ad altri siti che pian piano perdevano traffico da Google, riprendendo il loro posizionamento nel giro di poco tempo. In generale si tratta di siti che non hanno caratteristiche di blog e che quindi contenevano un certo numero di pagine che non aumentava mai.

Non aver ottenuto nessun risultato da questi primi passaggi mi ha fatto ben intendere che Google voleva qualcosa in più e allora per forza di cose, ho dovuto controllare i fattori On-page del sito.

Quindi continua a seguire ciò che ho fatto…

#2 fase due

 

 

I link esterni non erano certo un tocca sana per il mio sito e visto che oltre a quelli naturali che vanno inseriti di rigore, ce ne erano anche alcuni “un po forzati” Ne ho rimossi circa l’80% così da non apparire a Google come un posto dove i SEO facevano link per i loro porgetti. NON SIA MAI!

 

Ti spiego perchè: Prima di tutto devo dirti che avrei potuto installare anche  un plugin come Nofollow external link per risolvere il porblema, ma non volevo rimanere nel dubbio, quindi questa parte l’ho fatta a manina su ogni post. In più vorrei rassicurarti sul fatto che i link esterni non sono un problema per i siti, lo diventano solo quando sono meccanici, forzati e sopratutto quando si capisce palesemente che sono sponsorizzazioni che hanno il fine di prendere posizioni su Google.

#3 fase tre

 

 

Il terzo intervento fatto per cercare di risollevare il sito fu la riorganizzazione delle sezioni del mio sito.

In primix ho eliminato alcune tassonomie create con WordPress, mi riferisco a tutti i TAG creati solo per avere qualche pagina in più da indicizzare e alcune categorie dove erano presenti al massimo 2 post.

Questo oltre ad essere un passaggio fondamentale per la navigabilità del sito, mi ha permesso di avere più controllo sui contenuti che ormai sembravano essere troppo disordinati e fuori dal tema principale del blog.

Ti spiego perché: Le tassonomie vanno utilizzate con un certo criterio. Sicuramente le puoi utilizzare per far indicizzare pagine su pagine, ma purtroppo questa mossa non da più i risultati di una volta, quindi a parte dirti che le categorie servono per dividere i contenuti e i tag per unirli, ti consiglio vivamente di non superare il 10% di tag sul tuo sito, altrimenti potresti essere filtrato da Google.

#4 fase quattro

 

 

la mia quarta mossa fu quella velocizzare il caricamento del sito, quindi inizialmente cambiai server, perchè non ero contento di quello dove era hostato il sito, spostando tutto su siteground, poi ho:

  1. installato un plugin di cache W3 total chace
  2. Ottimizzato tutte le immagini del sito
  3. Rigenerato le thumbnail con questo plugin
  4. Pulito il DB da transient, commenti spam etc..
  5. Eliminato altri plugin che non erano strettamente necessari

 

Ti spiego perchè: Tempi di caricamento veloci permettono all’utente di non abbandonare la pagina in un nano secondo e vengono premiati da Google in quanto è un fattore di ranking.

A questo punto mi aspettavo che il sito iniziava a riprendere quota, ma di fatto non fu così, il sito non riusciva ad uscire da qull’assurda situazione in cui si era cacciato.

#5 fase cinque

 

 

Il mio quinto passaggio fu quello di rivedere parecchi Title e description dei miei post perché, diciamolo pure, non erano ben ottimizzati e ti assicuro che è una gran noia fare sto lavoro perchè se fatto bene potrebbe rubarti molo ma molto tempo però è una di quelle azioni che può regalarti posizioni eccellenti sulle ricerche di Google.

Ti spiego perché: Il title e la description di un sito, sono le istruzioni principali che contestualizzano la tua pagina. Quando il motore di ricerca, attraverso i suoi bot, scansiona la nostra pagina, li legge e capisce di cosa stai parlando. Più questi vengono ottimizzati (insieme al contenuto della pagina stessa) più Google sa dove piazzare il tuo sito tra le risposte che fornisce agli utenti. In oltre se riesci a creare un title “magnetico” permetterai a chi interroga Google di cliccare sul tuo risultato anche se dovesse posizionarsi al 5 posto piuttosto che al primo. 

#6 fase sei

 

 

La sesta mia mossa fu quella di confrontarmi con qualche collega, perché sicuramente il problema era da qualche altra parte ma con le modifiche che avevo fatto a rigor di logica qualcosa doveva muoversi.

Mi sono convinto che Google avesse messo una sorta di blocco sul dominio e fu così che in un nano secondo ho comprato la versione IT del dominio e ho migrato tutto offrendo a Google l’istruzione 301 su ogni singola URL.

Ti spiego perché: Prima di tutto il confronto con chi fa il tuo stesso mestiere, ti permette di avere una visione differente dalla tua, a volte ci sono cose che non vedi o ti convinci di cose quasi impossibili o ancora cerchi di fare qualcosa continuamente  ma che porta scarsi risultati. Quando ci si confronta con gli altri, elimini gran parte delle probabilità di insuccesso e quasi al 100% ti porti a casa la vittoria. Per la storia del dominio che pensavo fosse filtrato da Google, bhe non c’è molto da dire, il sito non presentava azioni massive di spam in entrata, quindi non mi preoccupava tanto una penalizzazione per link in inbound ma per ciò che era stato fatto sul sito, quindi ho deciso di cambiarlo e basta 🙂

Anche i miei colleghi pensavano che Google avesse messo un filtro sul dominio e quindi la cosa mi fece sperare un po di più ma di fatto la situazione era sempre la stessa ma qualcosa in questo frangente era successo, infatti il sito invece di avere le solite 100/150 visite iniziò a crescere fino a raggiungere le 250/300, beh di certo non è un risultato grandioso ma qualcosa si era mossa e questo mi ha permesso di continuare a capire in che maniera risollevare il sito.

Tieniti forte perché ti sto per svelare quale è stata la mossa decisiva!

#7 fase sette

 

 

La svolta, in effetti, è arrivata in maniera graduale con una mossa ad hoc che sicuramente non è stata l’unica a dare buoni risultati. Infatti il connubio di tutte le azioni ha portato la risalita in SERP.

Ti spiego:

Fra un’ottimizzazione ed un’altra trovavo post che non mi piacevano affatto, sia per come erano organizzati, sia per il loro contenuto che ho reputato di scarso valore. Alcuni di questi li ho brutalmente cancellati, senza tener conto di posizionamento persi o di opportunità perse o di pagine visualizzate etc…

Avendo associato questa azione con quel leggero fuocherello di visite che sembrava accendersi, ho eliminato altri articoli di scarso valore, e ogni volta che lo facevo il sito prendeva un tot di visite in più. Non ci sono mai stati grandi scalini improvvisi sul grafico del traffico, ma più eliminavo post e più cresceva.

In totale credo di avere eliminato più di 300 post cosa che è facile a dirsi ma non a farsi.

Quando guadagni con l’esposizione dei banner, ogni visualizzazione in più di pagina per te è una manna dal cielo, quindi se il sito presentava tanti contenuti le probabilità che un utente visitasse altre sezioni regalandomi qualche click, erano maggiori.

Questo è il motivo principale per il quale molte volte non si pensa a tagliare i rami secchi.

 

 

 

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